La via Appia Antica in Campania sarà candidata a patrimonio Unesco come “sito seriale”, tipologia per i Beni omogenei localizzati entro uno o più regioni, come previsto nelle Linee guida dell’organismo internazionale. La “Regina viarum”, realizzata per collegare la capitale dell’Impero con Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l’Oriente a quell’epoca, passava per Sinuessa (l’odierna Mondragone), Capua, Montesarchio, Valle Ufita e da qui lungo la Via Traianea fino a Benevento. Un’opera straordinaria in quei tempi, che vide anche la costruzione di ponti, viadotti, terrapieni e opere di bonifica delle aree paludose in territorio campano. Un’infrastruttura che, collegando Roma con le località della Magna Grecia, determinò un decisivo cambiamento nel paesaggio così come nell’economia dei luoghi attraversati, come Santa Maria Capua Vetere e Maddaloni. La candidatura sarà presentata a Paestum nel corso della  XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (27-30 ottobre). Il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, ha avviato l’iter della candidatura presso gli enti locali campani interessati, la prima promossa e coordinata dal ministero stesso, nello specifico dall’Ufficio Unesco che ha condotto i necessari sopralluoghi lungo il percorso per selezionare i ventidue tratti di Appia maggiormente rappresentativi rispondenti ai requisiti Unesco. Lo scopo è tutelare quest’antica strada, ma anche valorizzare e promuovere il sito Via Appia Antica come itinerario al centro del turismo lento rafforzando l’offerta di nuovi attrattori come i cammini e i percorsi sostenibili, fondamentali per lo sviluppo in chiave turistico-culturale delle aree interne.
Alla Bmta sarà annunciata anche la scoperta archeologica più significativa del 2021 che per l’Italia vede il sito di Pompei candidato all’International Archeological Discovery Award  con il rinvenimento della stanza degli schiavi che vi abitavano presso Civita Giuliana. Molti i prestigiosi ospiti internazionali dell’edizione 2022, tra cui Ahmed Farouk Ghoneim, direttore del Museo Nazionale della Civiltà Egiziana, Dimitrios Pandermalis, presidente del Museo dell’Acropoli di Atene, Fatma NaïtYghil, direttore Museo del Bardo di Tunisi e Zahi Hawass archeologo, già ministro egiziano delle Antichità e direttore degli scavi a Giza, Saqqara e Valle dei Re, oltre a Mounir Bouchenaki che condusse in porto l’iscrizione del Parco del Cilento nella Lista Unesco. E’ inoltre previsto inoltre il primo incontro delle città ipogee, quali caverne, cripte, catacombe, gallerie, labirinti, allo scopo di individuare contenuti e strumenti per promuovere la bellezza e l’ unicità di questi luoghi. Anche in questa edizione, la Bmta metterà in campo le buone pratiche per sviluppare il turismo esperienziale e il turismo sostenibile, “affinché istituzioni, enti locali e organizzazioni datoriali possano farle proprie e concretizzarle a breve medio termine, come il sostegno del Pnrr alle destinazioni turistico-archeologiche”, sottolinea Ugo Picarelli, direttore della Borsa.