Il cancro è sempre più una malattia curabile ma l’incidenza e anche la mortalità non accennano a diminuire in Italia e in Europa e anzi, dopo l’emergenza pandemica e il conseguente calo delle attività di screening e prevenzione dovute al Covid, si registra un aumento dei casi e diagnosi formulate in stadi più avanzati di malattia che riducono le possibilità di successo delle cure. Di tutto ciò è complice anche una non adeguata comunicazione degli specialisti oncologi con la popolazione a rischio.    
Ad accendere i fari sul nodo della comunicazione nelle patologie oncologiche genito urinarie e in particolare nelle neoplasie di prostata, rene e vescica è Onconnect, appuntamento scientifico in programma a Napoli oggi e domani all’Hotel Royal Continental a cui partecipano i maggiori clinici in Italia.
“Il mondo dell’oncologia genito-urinaria, nello specifico quello che si occupa delle lesioni di prostata, rene e vescica, negli ultimi anni ha visto dei cambiamenti radicali grazie a nuovi approcci di cura più efficaci – avverte Luigi Formisano responsabile scientifico dell’evento napoletano, giovane professore di Oncologia Medica all’ Università Federico II di Napoli - i nuovi percorsi diagnostici e le nuove terapie hanno permesso un miglioramento degli esiti trasformando la prognosi della malattia e, di conseguenza, l’esperienza dei pazienti nella gestione della malattia ma parallelamente è cambiato il mondo intorno a noi. La tecnologia e i social media hanno modificato radicalmente e per sempre il nostro modo di rapportarci agli altri. Oggi è possibile accedere alle informazioni in una moltitudine di modi diversi e se questo ha generato nuove opportunità e contribuito ad arricchire il bagaglio di conoscenze del paziente dall’altro ha reso difficile orientarsi senza bussola in un mare di sollecitazioni diverse, talvolta solo in parte vere, altre volte palesemente false e ingannevoli”.

Da qui l’esigenza di accendere i riflettori sull’importanza di comunicare in modo adeguato in uno scenario sempre più complesso, in cui si moltiplicano le fake news e si riduce il tempo per la relazione medico-paziente. “Oggi questi aspetti rappresentano una difficoltà rilevante nella pratica clinica – aggiunge Formisano - la comunicazione in oncologia non è infatti centrale solo nel rapporto con il paziente ma anche nella relazione tra pari e nell’utilizzo dei nuovi media a disposizione della comunità scientifica”. ONCOnnect dunque si profila come un momento di formazione per gli oncologi che si occupano di tumori genito-urinari ed è pensato per fare il punto sulle nuove cure ma anche sulle sfide relative alla comunicazione per fornire risposte concrete e pratiche ai principali bisogni dei pazienti e della popolazione puntando sugli strumenti dell’intelligenza emotiva nel rapporto medico-paziente, nell’uso dei social media, passando per la comunicazione peer to peer.  Il nuovo profilo di pazienti alla luce dei successi della ricerca, la comunicazione efficace medico-paziente nei tumori genito-urinari, casi clinici interattivi, la comunicazione tra pari e con le istituzioni, le fake news e la comunicazione con i media tradizionali, il contrasto alla disinformazione sui social. E poi ancora la gestione del paziente con tumore metastatico al rene, gli scenari clinici nel tumore della prostata, l’approccio comunicativo nei nuovi trattamenti disponibili e la cronicizzazione della malattia, la realtà clinica del tumore alla vescica e le possibilità di cura sono i temi su cui si snoda l’evento scientifico napoletano concepito in maniera innovativa e in cui grandi esperti in varie aree della comunicazione si alterneranno sul palco e in cui i clinici avranno modo di esercitarsi da protagonisti in vari scenari della pratica clinica e di affinare le proprie capacità anche nella comunicazione col paziente con l’obiettivo stimolare l’utilizzo di strumenti più efficaci per entrare più velocemente in sintonia con i pazienti, nel percorso clinico-terapeutico dei pazienti.