Si chiama “Officina Parthenope, nasce su impulso della Accademia Ischia Arte Luchino Visconti, ed a Napoli si propone come primo, interessante esperimento artistico di gruppo, declinato interamente al femminile. Attrici, cantanti, performers, ballerine, digital artist e videomaker, tutte professioniste del settore, scendono in campo facendo “squadra” con l’obbiettivo duplice di dare vita ad un format in grado di mettere a disposizione di tutte le artiste che ne fanno e ne entreranno a far parte, nuove ed interessanti opportunità di calcare le scene e contemporaneamente far viaggiare l’idea, rivoluzionaria ma non per questo nuova, dell’arte e dell’espressione artistica quale primario strumento della affermazione femminile nel contesto sociale e culturale. In scena, alla sala teatro dell’ex istituto Denza a Posillipo, discesa Coroglio n. 9, ci saranno dunque (in ordine alfabetico) Carmela Ioime, Daniela De Luca, Daniela Mancini, Francesca Curti Giardina, Laura Ferraro “Betty Von Dragon”, Livia Bertè, Maria Rosaria Pace, Maria Gabriella Tinè, Paola Cammarano, Raffaella Tirelli “Lady Like”, Rosita Savarese, Serena Albanese “Sery Page”, Silvia Falanga. E sarà proprio in questa esperienza di nuovo spazio espressivo, che venerdi 23 febbraio, Officina Parthenope ufficializzerà la propria presenza nel panorama artistico cittadino e davanti ad un ristretto e competente pubblico di invitati, con una perfomance di spettacolo e di arti varie. “Incanti di Sirene” è il titolo della performance, curata e diretta dalla scrittrice e critica d’arte e letteraria, Daniela Marra regista dello spettacolo, con la collaborazione organizzativa di Rita Del Giudice, l’assistenza di Daniela Cuccurullo, la fotografia e back stage di Vitalina Liskevych e la make up artist affidata a Natasha Di Gennaro, la regia televisiva della Dream Music di Gaetano Fiore e soci. Collabora all’iniziativa anche l’associazione napoletana della pittura “Arte Reale”. Ben dodici saranno in questa “prima tornata” le artiste in scena, ognuna delle quali si esibirà in altrettanti “frame” di spettacolo, completamente inediti, fra canzoni, recitazioni, burlesque e danza, mettendo in scena la missione “salvifica” – per le donne - delle arti. Passione e volontà artistica, riappropriazione degli spazi culturali e non soltanto lavorativi e sociali, hanno dimostrato nel corso del tempo quale potente nutrimento del corpo e dell’anima può alimentare la voglia ed il desiderio di riscattare le tante problematiche che continuano a gravare sull’universo femminile, generate ed alimentate in ogni loro deleterio aspetto dal pensiero maschilista corrente e quindi generate da fenomeni abbastanza noti e purtroppo assai diffusi quali violenza, stalking, body shaming, soprusi nella società, nel lavoro, nella famiglia stessa, e consumati per mano di quello stillicidio quotidiano fatto di mancanza di rispetto, annichilimento e cancellazione della dignità femminile stessa. Una operazione culturale ed artistica complessa ma che l’esperienza e le capacità della regista Daniela Marra, è riuscita a condensare in una ora di esibizioni tutte giocate sul filo di una sottile ironia, la lente giusta per mettere a fuoco il conservatorismo di stampo maschilista anche nelle più piccole ed apparentemente innocue esperienze quotidiane di nonne, madri, figlie e Donne in generale. Un Carosello di paradossi e bassezze morali erette nel corso dei secoli a “filosofia morale” di un pensiero unicamente rivolto alla sottomissione soprattutto culturale ed identitaria dell’universo femminile, che attraverso l’uso dell’ironia nel linguaggio parlato e nella libertà del linguaggio del corpo, viene – pezzo per pezzo - abilmente smontata in questa performance collettiva.