ROMA. “Il male è contagioso”. Questa frase bene sintetizza l’idea di fondo del prison drama “Il Re” che andrà in onda su Sky Atlantic dal 18 marzo con Luca Zingaretti (nella foto), protagonista nei panni di Bruno Testori direttore del carcere San Michele, diretto da Giuseppe Gagliardi. Una produzione Sky Studios con Lorenzo Mieli per The Apartment e con Wildside, entrambe società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Zocotoco. Zingaretti è il controverso direttore di un carcere di frontiera, sovrano assoluto di una struttura - il San Michele - in cui nessuna delle leggi dello Stato ha valore, perché il bene e il male dipendono unicamente dal suo giudizio. «Ci siamo chiesti - dice il regista Gagliardi -  cosa succede quando un regno rischia di crollare davanti agli occhi del suo sovrano. Il Re racconta questo, il potere politico e militare che Bruno Testori esercita nel suo carcere sta scricchiolando, lui deve cercare di salvare la sua corona. Il regno è quello del carcere San Michele dove vigono le leggi che ha promulgato lui, il direttore, giudice in extremis, oltre il terzo grado di giudizio. Si è costruito una personale idea di giustizia, la applica a suo piacimento, con l’aiuto di una schiera di pretoriani fedeli al re e al San Michele. Il carcere che raccontiamo è un crocevia di storie e uomini di diversa provenienza, un luogo di alienazione dove i conflitti sono il riflesso del mondo di fuori. Bruno invece controlla e sorveglia il mondo di dentro». «Era da tempo - afferma Zingaretti - che volevo cimentarmi in un ruolo come questo, che credo sia un dono per qualsiasi attore. Quando si riceve una proposta per un ruolo quello che si cerca è un personaggio che abbia tanto da raccontare, che abbia tanti colori nel suo astucci per potere disegnare al meglio il ruolo. Ne Il Re ho voluto raccontare di un uomo che perde la bussola, la direzione e rimette tutto in discussione nella sua vita, cosa che può succedere a tutti nella vita. Questa crisi, che è alla base della storia del personaggio, è una fonte inesauribile d’ispirazione da un punto di vista attoriale». Zingaretti è il centro di tutta la storia ed attorno a lui c’è un coro secondario di personaggi capace di metterlo in crisi costantemente, sono tre donne in particolare a creargli problemi. Gloria, l’ex moglie interpretata da Barbora Bobulova che del suo ruolo dice: «Credo che Gloria rappresenti il lato intimo di Testori, una specie di bussola per lui; quando perde Gloria, Testori  perde l’orientamento». Altro personaggio chiave è il pubblico ministero interpretato da Anna Bonaiuto: «Ho accettato subito di fare questo personaggio perché l’ho trovato interessante, di grande forza morale ma anche spiritosa, sarcastica a volte anche irritante. Per amore della giustizia ha rinunciato alla vita privata. Per riuscire bene in questo ruolo mi sono ispirata ad alcune persone reali che hanno a che fare quotidianamente con la giustizia». Accanto a Luca Zingaretti ci sono, inoltre, Isabella Ragonese un’agente della polizia carceraria del San Michele e Giorgio Colangeli nei panni di Iaccarino, comandante della prigione, molto amico di Bruno Testori. Il soggetto di serie de “Il Re” è di Stefano Bises, Peppe Fiore, Bernardo Pellegrini, Massimo Reale, Davide Serino. La sceneggiatura è di Stefano Bises, Peppe Fiore, Bernardo Pellegrini, Davide Serino.