A settecento anni dalla sua morte, il pensiero politico di Dante è ancora attuale. Lo han confermato gli esperti di atenei di tutta Italia nel webinar “Dante e le parole della politica”, nell’ambito del “Sabato delle Idee”, l’iniziativa che punta a far sorgere a Napoli nuovi spazi di discussione e di risvegliare le capacità critiche e propositive della società civile, e che riparte dopo un anno di stop per la pandemia con la riflessione su Dante politico.
Durante i lavori, coordinati da Enzo D’Errico, direttore del Corriere del Mezzogiorno, sono intervenuti, Marco Salvatore, Lucio d’Alessandro, Elio Franzini, Matteo Lorito, Francesco Bruni, Paolo Chiesa, Arturo De Vivo, Emma Giammattei, Andrea Mazzucchi, Andrea Salvo Rossi, Andrea Tabarroni.

“E’ bene leggere il presente e il futuro sulla base di quello che il Poeta ci ha insegnato nelle sue opere. Le sue parole sono un viatico all’urgenza per il nostro Paese di superare la diatriba Nord-Sud attraverso luoghi di discussione, di dialogo e di conoscenza. Perché il Nord non può crescere senza l’aiuto del Sud, il quale a sua volta da solo non ce la fa”, ha detto Marco Salvatore, presidente della Fondazione “Salvatore” ed anima dell’iniziativa che si affianca alla scuola di formazione per “Architetti della Politica” PolìMiNa (“Politica Milano-Napoli”) promossa dalla Fondazione Salvatore che si rivolge ai giovani tra i 18 ed i 33 anni, in collaborazione con l’Università Statale di Milano, la Federico II e il Suor Orsola Benincasa di Napoli. 

“Dante dice che la politica deve consentire all’uomo, a qualunque razza o religione appartenga, di raggiungere la felicità e richiama tutti gli uomini all’impegno civile ed al dovere di lasciare il mondo in una situazione migliore di quella in cui lo ha trovato”, ha affermato Paolo Chiesa, Ordinario di Letteratura Latina Medievale e Umanistica presso l’Università Statale di Milano. Un messaggio più che attuale, sottolinea il rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Lucio D’Alessandro. “La sua lezione di sette secoli fa ci fa riflettere ancora: sulla utilità del Titolo V della Costituzione nella lotta alla pandemia, sul tema della libertà dell’uomo, sul tanto parlare e poco fare dei politici, sul valore della civiltà cui le leggi devono essere asservite e non viceversa”. Anche perché, ha aggiunto il rettore della Statale di Milano Elio Franzini, “L’invettiva contro la ‘Serva Italia’ ci pone il tema se nella relazione con la politica sia possibile una moralità civile, un senso delle cose e una capacità di essere solidali. Dante dice il suo tempo e parla in modo trans-storico, e pone domande non solo all’Italia ma anche all’Europa di ieri e di oggi”