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Era di maggio, il racconto di due secoli di musica napoletana

Nella Sala Umberto di Roma l'evento teatrale e musicale con Clotilde Sabatino e Stefano Reali

Era di maggio, l racconto di due secoli di musica napoletana

Clotilde Sabatino

Dettagli evento

Il 30 marzo 2026 il palcoscenico della Sala Umberto di Roma ospita Era di Maggio, un evento teatrale e musicale che attraversa due secoli di storia, cultura e identità partenopea, nato a sostegno della candidatura della canzone classica napoletana a Patrimonio dell’Umanità.

Era di Maggio non è un semplice concerto ma un percorso scenico in cui musica, parole e immagini dialogano e raccontano.

Oggi la canzone napoletana conserva la sua capacità di parlare al presente: riflette la cultura urbana, le tensioni sociali, la malinconia e la gioia di vivere di una città in continua trasformazione. Il repertorio storico, reinterpretato con strumenti contemporanei e accompagnato da nuove immagini audiovisive, rimane vivo e universale. La sua lezione è chiara: la musica può raccontare una comunità, attraversare il tempo e parlare a chiunque, ovunque nel mondo.

Al centro dello spettacolo ci sono il regista Stefano Reali e l’attrice cantante Clotilde SabatinoStefano Reali sarà il pianista e voce narrante della serata. Dal suo pianoforte nasce ogni passaggio dello spettacolo: da lì si avviano le esecuzioni musicali e prende forma il racconto.  Attraverso la sua voce Clotilde Sabatino guida il racconto, attraversandone epoche, personaggi e atmosfere. È lei a guidare il pubblico lungo questo percorso, dando vita a una serie di immortali figure femminili della canzone napoletana.

Accanto a loro ci saranno Leandro Amato, attore e performer di prosa e musical, e l’orchestra dal vivo, composta da alcuni tra i più noti musicisti italiani dell’area jazz e pop.

Durante l’esecuzione, alle spalle degli artisti prendono vita proiezioni visive che supportano e amplificano il racconto. Le immagini attingono sia a materiali di repertorio — fotografie, filmati e documenti — sia a contenuti visivi generati tramite intelligenza artificiale, utilizzati in chiave evocativa per ricreare le atmosfere del tempo e trasportare lo spettatore nel contesto storico in cui queste canzoni sono nate.

Era di Maggio non è soltanto uno spettacolo, ma un viaggio culturale che intende rafforzare il riconoscimento internazionale della canzone napoletana come patrimonio universale, sottolineandone la capacità, ancora oggi intatta, di attraversare epoche e confini e di parlare a pubblici diversi in tutto il mondo.

CENNI STORICI

La canzone napoletana affonda le sue radici nella Scuola Napoletana, attiva dal Cinquecento al primo Novecento, che ha segnato profondamente la storia della musica occidentale. Da questa tradizione nasce anche la cosiddetta “Sesta Napoletana”, una figurazione armonica distintiva che ha influenzato compositori europei e, nel tempo, linguaggi musicali come il jazz e il blues. I conservatori napoletani — originariamente orfanotrofi — formarono generazioni di musicisti destinati a incidere sulla scena europea, contribuendo alla nascita dell’opera comica e dell’opera buffa, dove musica e drammaturgia popolare si incontrano.

Già dal Settecento, con autori come Domenico Cimarosa, la musica si avvicina alla vita quotidiana: romanze e serenate raccontano emozioni universali e si diffondono oltre i teatri, diventando patrimonio popolare. Parallelamente, compositori come Donizetti e Bellini integrano elementi napoletani nelle loro opere, creando un dialogo continuo tra musica colta e tradizione. 

Tra Ottocento e Novecento, autori come Salvatore Di Giacomo, Eduardo Di Capua, Vincenzo Russo e Libero Bovio trasformano la canzone in racconto sociale, dando voce a una città segnata da profondi cambiamenti: la perdita di centralità dopo l’Unità d’Italia, l’emigrazione, la povertà urbana, ma anche una straordinaria capacità di resistenza culturale. Canzoni come Era de Maggio, ’O Sole Mio, I’ te vurria vasà e Voce ’e notte diventano così memoria condivisa, capaci di attraversare generazioni.

Nel Novecento la tradizione si rinnova e si apre a nuove contaminazioni: dal teatro musicale di Raffaele Viviani alla custodia di Roberto Murolo, fino alla dimensione internazionale di Renato Carosone e Domenico Modugno. Le riletture urbane di Claudio Mattone e Pino Daniele conducono questa eredità verso linguaggi contemporanei, mentre la continuità popolare trova oggi espressione anche nel successo di Gigi D’Alessio.

CENNI BIOGRAFICI

CLOTILDE SABATINO

Clotilde Sabatino (diplomata all'accademia nazionale di arte drammatica  Silvio D'Amico) è un’attrice italiana di teatro, cinema e televisione. Ha lavorato al cinema con Paolo Sorrentino e Carlo Verdone e in numerose produzioni televisive di successo, tra cui Un posto al sole, una delle soap opera più longeve della televisione italiana, dove ha interpretato ruoli che l’hanno resa popolare al grande pubblico. Parallelamente ha sviluppato un solido percorso teatrale, collaborando con compagnie e produzioni nazionali. La sua formazione e la sua esperienza scenica le consentono di unire recitazione e canto in una dimensione interpretativa intensa e profondamente radicata nella cultura napoletana.

In Era di Maggio porta in scena una vocalità espressiva e una presenza scenica capace di trasformare ogni canzone in racconto vivo.

LEANDRO AMATO

Leandro Amato è un attore italiano attivo in teatro, cinema e televisione. È noto al pubblico per la partecipazione a produzioni televisive di ampia diffusione, tra cui Il commissario Ricciardi, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, e per diverse esperienze teatrali che ne hanno consolidato la presenza nel panorama nazionale.

Interprete sensibile e rigoroso, in questo progetto mette la propria voce e la propria esperienza attoriale al servizio della tradizione musicale napoletana, restituendone la forza drammatica e popolare.

STEFANO REALI

Stefano Reali (diplomato in Jazz al Conservatorio “Licinio Refice” e in regia e sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia) è regista, sceneggiatore e compositore. Dopo l’esperienza come assistente alla regia di Sergio Leone in C’era una volta in America, esordisce dietro la macchina da presa con il cortometraggio Exit (candidato all’Oscar 1987). Firma film per il cinema e numerose fiction di grande successo — tra cui Ultimo, Le ali della vita, Il Quarto Re, Come un delfino, Caruso, la voce dell’amore — spesso componendone anche le colonne sonore.

Ha diretto opere liriche, scritto e messo in scena testi teatrali (la commedia Operazione è stata rappresentata anche in Inghilterra allo Stephen Joseph Theatre) e svolto un’intensa attività didattica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, la RAI e la LUISS.

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