Accessibilità:
-A A +A
Print Friendly, PDF & Email
  • GENOVA (ITALPRESS) - Riecco la Dea. La squadra di Gasperini parte con il piede giusto e si impone 2-0 al Ferraris nella prima giornata di campionato, niente da fare per una Sampdoria comunque combattiva e che ha tenuto testa ai nerazzurri.
    Al 15' primo episodio con intervento del var su una rete di Caputo su assist di Leris, per Dionisi la rete è da annullare. Poco meno di dieci minuti più tardi il match si sblocca con Toloi, nei minuti finali del match raddoppio dei bergamaschi con Lookman. Giampaolo conferma Caputo come unica punta, dietro di lui in quattro, Leris, Rincon, Sabiri e Djuricic, con gli ultimi due chiamati ad inventare per il bomber blucerchiato. Dall'altra parte Gasperini si affida alla coppia colombiana Zapata-Muriel, con Pasalic ad agire da treqaurtista. Il match è subito vivace pimpante: Sabiri inventa per Leris, che, davanti a Musso, non riesce a calciare venendo anticipato da Maehle. Proteste della Doria al 15' per la rete annullata dal direttore di gara a Caputo per un presunto fallo di Leris ad inizio azione. L'Atalanta si sveglia e al 22' è pericolosissima, ma Maehle fallisce da pochi passi un gol già fatto. Era il preludio del vantaggio dei nerazzurri con Toloi che insacca dopo una sponda di Pasalic su cross di Zapata. La Sampdoria non ci sta e non ci stanno soprattutto i suoi fantasisti, con un Sabiri parecchio ispirato: al 33' ci prova con una delle sue conclusioni, Musso blocca. Il marocchino naturalizzato tedesco ci riprova prima della pausa da calcio di punizione, palla alta. Nella ripresa, ci tenta per i bergamaschi Okoli, all'esordio in A, ma il centrale ex Cremonese di testa non centra la porta. Al 70' ancora Sabiri pericoloso: punizione dal limite potente del fantasista che sorprende Musso, palla sul palo. Al 75' entra Quagliarella e la Samp crea due occasioni con il suo numero 27: prima in acrobazia (palla alta), poi con un piazzato (traversa). Nei minuti finali chiude i conti per la Dea Lookman in contropiede (pochi minuti prima gliene era stato annullato uno per offside). Vince l'Atalanta, Sampdoria battuta 2-0.
    - Foto Image -
    (ITALPRESS).

  • MILANO (ITALPRESS) - Primi tre punti per il Milan campione d'Italia nel giorno del debutto di De Ketelaere. La squadra rossonera vince 4-2 in rimonta contro l'Udinese con il rigore di Theo Hernandez e il ritorno alla rete di Rebic (doppietta) e Diaz.
    All'esordio a San Siro Stefano Pioli riparte dalla vecchia guardia con De Ketelaere, Origi, Pobega e Adli in panchina. La partenza però è in salita. La stagione dei rossoneri inizia infatti con il terzo gol in carriera di Becao al Milan. Dopo 2' Deulofeu batte un calcio d'angolo e il difensore brasiliano anticipa tutti sul primo palo con un colpo di testa che non lascia scampo a Maignan. Non c'è il tredicesimo clean sheet del 2022, ma c'è la quarta rimonta dell'anno solare per i rossoneri. Tutto parte dal primo episodio da moviola del campionato: Silvestri devia un diagonale di Diaz, sul tap in Calabria manca il pallone ma viene a contatto con Soppy. Per il Var c'è un rigore da valutare, l'arbitro Marinelli va al monitor e concede il penalty. Dagli undici metri al 12' Theo Hernandez non sbaglia. San Siro si accende, tempo tre minuti e il Milan raddoppia. Brahim Diaz premia la sovrapposizione di Calabria che crossa e trova in area Rebic, bravo a depositare in rete per il 2-1. L'Udinese prova a riorganizzarsi e si rende pericolosa con un contropiede di Deulofeu fermato da Kalulu al 28'. Al 49' c'è il pareggio: Pereyra crossa al centro, Masina sfrutta la dormita di Messias e di testa buca Maignan.
    Ad inizio ripresa però è lo stesso Masina a ricambiare il favore: respinta maldestra sul cross di Theo e deviazione in rete di Brahim Diaz. Al 68' altro regalo. Stavolta di Pereyra che si fa scippare palla da uno scatenato Brahim Diaz. L'ex Real Madrid in area serve Rebic che scaraventa la palla in rete per il 4-2. Al 71' c'è spazio per l'esordio di De Ketelaere (gol annullato per fuorigioco precedente). Poi nel finale minuti per Origi e Pobega. Ma l'ultima vera occasione è per Leao che semina il panico in area ma calcia alto col mancino. Niente gol per il portoghese dopo la candidatura al Pallone d'oro, ma arrivano i tre punti, quelli più importanti.
    - foto LivePhotoSport -
    (ITALPRESS).

  • MONZA (ITALPRESS) - L'euforia della prima partita in Serie A è stata oscurata da una sconfitta netta, difficile da digerire dopo il buon primo tempo: il Torino si impone 2-1 contro il Monza grazie alle reti di Miranchuk e Sanabria, una per tempo (inutile il gol di Dany Mota nel finale). La squadra di Stroppa non è riuscita ad imporre il proprio ritmo nonostante il buon approccio nei primi 25' di gioco: alla fine l'esperienza granata ha regalato tre punti a Ivan Juric e a una squadra ancora in costruzione, ma che ha dimostrato di avere già la giusta qualità.
    Un approccio abbastanza tirato quello del Monza, nei primi cinque minuti gli uomini di Stroppa hanno concesso due occasioni agli ospiti: Sanabria, in entrambi gli episodi, non è riuscito a beffare Di Gregorio, preferito a Cragno nell'undici titolare. La prima conclusione veramente pericolosa di marca brianzola è stata quella di Filippo Ranocchia al 20' del primo tempo, con Milinkovic-Savic a bloccare in due tempi. Una manciata di minuti più tardi la palla gol nitida è capitata ai granata, con Di Gregorio super sulla conclusione a botta sicura di Radonjic.
    Tolto il tiro di Ranocchia, terminato a fil di palo, la gara ha vissuto sulle fiammate delle due squadre fino alla rete di Miranchuk, arrivata da un passaggio sbagliato di Birindelli e da un rinvio timido di Pablo Marì.
    Nella ripresa i padroni di casa hanno provato a mescolare le carte col triplo cambio, ma proprio da una sostituzione è arrivata un'altra disattenzione: Carboni, al 21' del secondo tempo, ha svirgolato in area un pallone intercettato da Ricci e recapitato a Sanabria, abile a ribadire in rete il cross con una mezza rovesciata. Il Monza da quel momento in poi ha perso i riferimenti, concedendo troppo a un Torino sicuramente più propositivo: la reazione c'è stata, ma la botta sicura di Birindelli è stata neutralizzata da Milinkovic-Savic. Nemmeno l'ingresso di Gytkjaer ha cambiato la situazione in attacco: i tre punti sono andati il Torino, per il Monza soltanto l'amaro in bocca di un gol arrivato soltanto nel finale (95°) e per un esordio che sarebbe potuto terminare in maniera differente. Berlusconi e Galliani, in tribuna, ci speravano.
    - foto LivePhotoSport -
    (ITALPRESS).

  • LECCE (ITALPRESS) - L'Inter la risolve all'ultimo secondo e batte il Lecce alla prima di campionato. Gli uomini di Inzaghi soffrono dopo il pareggio di Ceesay. Ma ci pensa Dumfries a regalare i tre punti ai suoi al 95'.
    Passano poco più di 80 secondi dal fischio d'inizio dell'arbitro Prontera e Lukaku ritorna a marcare il tabellino. Lo fa grazie a un'azione perfetta, cominciata da sinistra con Dimarco. Poi il colpo di testa di Darmian per l'appoggio facile facile del belga a sbloccare il risultato. E' doccia fredda per i pugliesi, evidentemente attanagliati dalla tensione dell'esordio in A. L'Inter ha lo spazio per il raddoppio quasi immediato ma non è ancora in versione killer. I padroni di casa perdono Cetin al 21' per infortunio, ma è proprio da qui che la squadra di Baroni si inietta una buona dose di coraggio: un paio di contropiedi, nulla di più, ma finalmente uno squillo. La foga rischia di tradire Baschirotto, autore al 32' di un'entrata durissima su Lautaro: è solo giallo per il direttore di gara. I nervi rimangono tesi, l'ultima fase della prima frazione si chiude con un possesso palla sterile delle due squadre e svariate proteste.
    La ripresa è una stretta parente dell'avvio di gara, ma al contrario. Dopo 3 minuti, è infatti il Lecce a trovare il gol del pari: palla in profondità di Di Francesco per Ceesay che incrocia battendo Handanovic. Al 53' Strefezza sfiora il palo con una conclusione a giro, mentre al 61' è solo un miracolo del portiere nerazzurro a negare la rete su punizione di Bistrovic. Inzaghi cambia registro. Entra Dumfries (e Dzeko a formare un tridente pesante) che al 69' colpisce il palo di testa. L'Inter attacca, ma con disordine e poca lucidità. La gara sembra archiviarsi su un pareggio ma all'ultimo istante i nerazzurri trovano il gol-vittoria: Lautaro devia un corner, arriva come una saetta Dumfries che sigla il tap-in.
    - foto LivePhotoSport -
    (ITALPRESS).

  • NAPOLI (ITALPRESS) - Comincia la stagione del Napoli e Luciano Spalletti riparte col solito piglio. Il tecnico partenopeo ha le idee chiare: si fida dei suoi giocatori ed è certo del percorso intrapreso dalla società azzurra. "Farei un passo indietro. Riavvolgiamo il nastro: la prima volta che ho conosciuto Aurelio De Laurentiis mi ha prospettato le sue idee. Voleva un Napoli di transizione, rimettendo mano ai conti, rinnovando la rosa e tornando in Champions League. Obiettivi, quindi, centrati al cento per cento. Ora si parla di un Napoli diverso, con calciatori meno esperti ma pronti per un nuovo ciclo. I nostri obiettivi sono sempre alti, perchè siamo il Napoli e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Io in primis mi prendo le mie che mi stimolano tantissimo", ha detto in conferenza stampa il tecnico del Napoli, a circa 48 ore dalla "prima" di campionato, in trasferta, contro il Verona. "Andremo in campo per raccogliere il massimo ma ci vuole un pò di tempo, rimanendo sempre alta la passione e la voglia di fare bene. Il ringiovanimento della rosa e l'abbassamento dei costi ci sono stati. Del resto parleremo alla chiusura del mercato. Il calciomercato di ora è particolare, non solo per la crisi di questi giorni ma anche perchè è più breve rispetto al solito", ha continuato Spalletti.
    "Le ambizioni sono e rimarranno alte. Questa squadra nuova, sono sicuro, farà innamorare nuovamente i nostri splendidi tifosi. Le dinamiche negli spogliatoi sono cambiate: facendo a meno di Ospina, Kuolibaly, Ghoulam, Mertens e Insigne questo era certo. Le dinamiche di gioco sono e restano uguali, quelle degli spogliatoi vedremo. Sono convinto che già a Verona faremo vedere le giuste geometrie. Poi vediamo come reagirà la squadra e lo spogliatoio, soprattutto in Champions, contro squadre 'top', ma anche in Italia, dove gli altri club si sono rinforzati con giocatori già formati. Io comunque ho grande fiducia nei miei calciatori", ha aggiunto l'allenatore del Napoli.
    "Sarà un campionato lungo e difficile? Lo vedremo dopo le prime partite, adesso è difficile parlare di queste cose. Il mio contratto? Non mi importa nulla. Alla mia età va benissimo sempre un contratto annuale; poi a fine stagione si tireranno le somme. Simeone? Se è tutto ok verrà con noi a Verona. Abbiamo bisogno di lui, come lui ha bisogno del Napoli a questo punto della sua carriera", ha concluso Spalletti, prima di rivolgere un "saluto" a "Garellik": "Un uomo e un calciatore mai banale, che ha lasciato un segno positivo nella storia del calcio italiano".
    - foto LivePhotoSport -
    (ITALPRESS).

  • ROMA (ITALPRESS) - Josè Mourinho rompe il silenzio e protegge la sua nuova Roma dalle aspettative. Nella conferenza stampa della vigilia dell'esordio stagionale in Serie A sul campo della Salernitana (domenica, ore 20:45), l'allenatore portoghese si tira fuori dai discorsi Scudetto: "Solo se ce ne sono 18 in palio. Soltanto la Sampdoria e il Lecce hanno speso meno di noi", spiega. Con Mkhitaryan e Veretout via, sono arrivati Celik (l'unico a titolo definitivo), Dybala, Wijnaldum, Matic e Svilar. "Abbiamo preso cinque giocatori di qualità per 7 milioni quindi è stato fatto qualcosa fatto di molto buono e la società merita un applauso. Sono soddisfatto degli acquisti, ho dato il mio ok a ogni rinforzo. Ma per una stagione senza paure, per via degli imprevisti, servirebbe qualcosa in più". Si è parlato di Belotti come vice Abraham, ma il Gallo è ancora svincolato. Per Mourinho "si parla troppo della Roma, c'è troppo rumore su di noi e c'è silenzio attorno alle altre squadre. Milan e Inter si sono rinforzate e l'anno scorso ci hanno dato un grande distacco. La Lazio ha speso 39 milioni, ad esempio. Mi sembra di vendere un prodotto non reale".
    Contro lo Shakhtar c'erano oltre 65.000 tifosi, gli stessi che riempiranno l'Olimpico contro la Cremonese, già sold out. Ed è esaurito anche il settore ospiti dell'Arechi domani contro la Salernitana: "Il nostro Scudetto è l'amore dei tifosi, quello è già vinto", spiega Mourinho che aggiunge: "Purtroppo il mercato non è ancora chiuso, non mi piace iniziare la stagione con la sessione trasferimenti ancora aperta. Fare una valutazione adesso è prematuro, è meglio aspettare perchè è tutto aperto sia in entrata che in uscita". E non si esclude un ritorno alla difesa a quattro: "I nostri centrali si sentono più sicuri a tre, anche Karsdorp e Zalewski. Quest'anno però sono arrivati altri giocatori, c'è la possibilità di giocare a 4 ma si deve lavorare". Mourinho è imbattuto all'esordio stagionale delle sue squadre in Serie A. Due pareggi con l'Inter (contro la Sampdoria nel 2008 e il Bari nel 2009) e un successo alla guida della Roma contro la Fiorentina nel 2021.
    "La prima giornata, in casa e fuori, è sempre dura e difficile da gestire. Ci si allena tre mesi per essere pronti per questo giorno, oltre che per i prossimi dieci mesi. Mi aspetto una gara difficile anche a livello di emozioni". E sulla Salernitana: "Hanno speso 40 milioni per 10 giocatori, è diventata fortissima. E faccio i complimenti a Nicola, lo voterò per la Panchina d'oro".
    - foto LivePhotoSport -
    (ITALPRESS).

  • ROMA (ITALPRESS) - Sono 24.787 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, su un totale di 185.120 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E' quanto emerge dal quotidiano bollettino sull'emergenza pandemica diffuso dal Ministero della Salute. Sono 129 i morti, che portano il totale delle persone decedute per Covid da inizio pandemia a quota 173.982. I ricoverati con sintomi sono 7.755, dei quali 291 in terapia intensiva, 15 in meno rispetto a ieri.

    - foto agenziafotogramma.it -
    (ITALPRESS).

  • ROMA (ITALPRESS) - Ci ha lasciato uno dei giornalisti più conosciuti ed apprezzati del nostro Paese. "Buon viaggio papà". Così, su Twitter, Alberto Angela ha dato l'annuncio della morte del papà Piero. Il suo nome era legato per la stragrande maggioranza della gente a "Quark", forse il programma televisivo di suo maggiore successo, con le sue svariate derivazioni. Piero Angela era nato a Torino il 22 dicembre del 1928 ed il suo esordio nel mondo del giornalismo è come collaboratote del Giornale radio della Rai. Il passaggio alla televisione è del 1954. Fu corrispondente per il Telegiornale prima da Parigi e poi dal 1955 al 1968 da Bruxelles. Con il collega Andrea Barbato, nel 1968 fu il conduttore della prima edizione del Telegiornale Nazionale delle 13:30 e nel 1976 fu il primo conduttore del TG2. Nella sua carriera è stato anche inviato di guerra. Nel 1967, in Iraq seguì la Guerra dei sei giorni. Fu anche arrestato insieme ad altri giornalisti, per essere subito rilasciato. L'anno successivo si recò in Vietnam, dove realizzo delle interviste con i soldati americani e i contadini vietnamiti. Nel 1968 realizzò una serie di documentari dal titolo "Il futuro nello spazio", sul tema del programma Apollo; durante le riprese effettuate negli Stati Uniti realizzò anche numerosi collegamenti in diretta per la Rai in occasione del lancio del vettore Saturn V che portò i primi astronauti sulla Luna. Da lì prese il via la sua lunga attività di divulgazione scientifica che negli anni successivi lo portò a produrre numerose trasmissioni di informazione tra cui "Destinazione Uomo", "Da zero a tre anni", "Dove va il mondo?", "Nel buio degli anni luce", "Indagine sulla parapsicologia", "Nel cosmo alla ricerca della vita".
    Quindi, dal 1981, prende il via la lunga serie di "Quark". Dal programma-base nacquero diversi spin-off, alcuni dei quali tuttora prodotti: documentari naturalistici come "Quark speciale" e "Il mondo di Quark", finanziari coem "Quark Economia" e politici come "Quark Europa". Del 1984 è il suo progetto "Pillole di Quark", clip di trenta secondi su argomenti tecnici, scientifici, educativi, sociali, medici, in onda a orari variabili su Rai 1. Nello stesso anno Angela ha realizzato il primo talk show con finalità di intrattenimento misto a divulgazione scientifica: sei prime serate in diretta col pubblico dal Foro Italico, con personaggi del mondo della cultura, della scienza, dello spettacolo e dello sport sul palco a interagire con la platea. Nel 1986 e nel 1987 ha condotto dal Palazzetto dello Sport di Torino, davanti a ottomila spettatori, due prime serate su Rai 1 sui problemi del clima: atmosfera e oceani, cui fecero seguito tre serie televisive che sfruttavano le nuove tecnologie di rappresentazione grafica tramite computer: un viaggio dentro il corpo umano (La macchina meravigliosa), nella preistoria (Il pianeta dei dinosauri, e nello spazio (Viaggio nel cosmo). Queste serie, realizzate con la collaborazione di suo figlio Alberto, furono tradotte in inglese e vendute in oltre quaranta Paesi europei, americani e asiatici, paesi arabi e Cina inclusi.
    Del 1988 prende il via "Quark italiani", una serie di documentari di natura, ambiente, esplorazione, mondo animale prodotti e realizzati da autori italiani, tra cui lo stesso Alberto Angela, che realizzò alcuni documentari in Africa. Nel 1995 è nato Superquark, nel corso del quale, il 4 giugno 1999, sono state celebrate le duemila puntate del Progetto Quark e relative filiazioni. Di quello stesso anno sono anche gli "Speciali di Superquark". Nel 1997 da una costola di Quark nasce "Quark atlante - Immagini dal pianeta". Infine, dal 2000 insieme al figlio Alberto è autore di "Ulisse", programma a puntate monografiche riguardanti scoperte storiche e scientifiche. La sua attività di di divulgazione scientifica ha avuto anche una vita sulla carta stampata, curando la rubrica "Scienza e società" sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni; inoltre è stato curatore e supervisore del mensile Quark, da lui stesso fondato nel 2001 e sciolto nel 2006 per mancanza di fondi. E' stato autore di oltre trenta libri, molti dei quali tradotti in inglese, tedesco e spagnolo, con una tiratura complessiva di oltre tre milioni di copie. Nel 1989 Piero Angela è stato tra i fondatori del CICAP, associazione per il controllo sulle pseudoscienze, nata per promuovere l'educazione scientifica e lo spirito critico, nonchè per indagare sull'effettiva esistenza dei presunti fenomeni paranormali. Da giovane è stato anche un apprezzato jazzista, suonando il panoforte.
    Nei giorni scorsi Piero Angela ha voluto lasciare ai social del suo programma SuperQuark l'ultimo messaggio di saluto ai telespettatori: "Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte...). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell'ambiente e dell'energia. E' stata un'avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio".

    foto: agenziafotogramma.it

    (ITALPRESS).

  • PALERMO (ITALPRESS) - Renato Schifani sarà il candidato presidente del centrodestra unito alle Regionali siciliane.
    Lo ha annunciato all'Italpress Gianfranco Miccichè. "Abbiamo avuto questa mattina una riunione all'interno di Forza Italia, accettiamo volentieri la candidatura di Renato Schifani - ha detto il presidente dell'Ars e coordinatore del partito azzurro in Sicilia -. Anche la Lega ha accettato".
    "Habemus papam". Così, all'Italpress, il senatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, commenta la fumata bianca nel centrodestra siciliano. "Alla fine il nome di Schifani, proposto nella rosa dei nomi di Berlusconi, è stato accettato anche da Miccichè - ha aggiunto La Russa -. Habemus papam! Schifani è una garanzia di professionalità e serietà".
    "La convergenza di tutto il centrodestra sulla candidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione Siciliana è un'ottima notizia e chiude nel migliore dei modi una discussione lunga e accesa", sottolinea in una nota Nino Minardo, segretario regionale Lega Sicilia - Prima l'Italia. "Al presidente Schifani - aggiunge - mi legano rapporti di grande stima e amicizia reciproca; la sua competenza e la sua esperienza politica e istituzionale sono indiscutibili. Adesso il centrodestra ha la grande occasione di presentarsi ai siciliani con un progetto serio e convincente sostenuto da una vasta area politica e che potrà davvero dare risposte concrete alla grandi sfide strutturali e di riforme che attendono la nostra Regione".
    "Da parte mia e di tutta la Lega Sicilia - Prima l'Italia garantisco il massimo impegno e la totale lealtà in campagna elettorale con l'obiettivo di portare Renato Schifani a Palazzo d'Orleans con un ampio consenso e una solida maggioranza all'ARS", conclude Minardo.

    -foto agenziafotogramma.it-
    (ITALPRESS).

  • ROMA (ITALPRESS) - "'Credò è un atto di fede laica nella bella politica e nel bello della democrazia. E' un messaggio che appare rivoluzionario in un'epoca di sfiducia e di perdita di sicurezze.
    Credo che il nostro programma sia chiaro, concreto e di buonsenso, soprattutto perchè riparte da promesse già mantenute, da riforme già fatte, da soluzioni già trovate e sperimentate.
    Credo che la Lega e il centrodestra abbiano le idee giuste
    per risollevare il nostro splendido Paese. Credo che la Lega abbia una solida ed efficace capacità di governo. Credo che la squadra della Lega abbia donne e uomini all'altezza, in grado di guidare la Nazione. Credo che nessun'altra parola, più di credo, racchiuda il nostro modo di essere e di fare politica". Così, in una lettera aperta, il leader della Lega Matteo Salvini ribadisce i propri valori e spiega la parola-chiave della campagna elettorale verso il 25 settembre.
    (ITALPRESS).
    -foto agenziafotogramma.it-

Pagine