Arriva il bonus tiroide 2022. L’importo del contributo va dai dai 291,60 ai 550 euro e spetta a coloro che soffrono di patologie alla tiroide come la presenza di carcinomi tiroidei, l’asportazione della ghiandola, il gozzo, ipotiroidismo con compenso neuropsichiatrico o ipoparatioidismo.

 

Di cosa si tratta

Come spiega il sito Money.it, non si tratta altro che dell’assegno che l’INPS eroga in favore di coloro che hanno un’invalidità riconosciuta.

Dopo aver fatto chiarezza su questo aspetto, specificando che ci riferiamo a questo strumento chiamandolo bonus tiroide semplicemente per una questione di comodità, possiamo vedere chi ha diritto a questa prestazione e quali sono solitamente gli importi riconosciuti in quanto - come vedremo meglio di seguito - non sempre il bonus spettante a chi ha disturbi alla tiroide arriva a 525 euro.

 

 

Quali disturbi alla tiroide danno accesso al bonus

Affinché si possa fare richiesta del suddetto bonus, dunque, è necessario che l’interessato sia affetto da una patologia della tiroide e che questa sia particolarmente invalidante.

Nel dettaglio, la tiroide è una ghiandola che si trova alla base della gola che ha un’importanza vitale per il nostro organismo, in quanto ne regola il metabolismo attraverso la produzione di ormoni. Un malfunzionamento potrebbe portare a dei problemi per l’organismo: ad esempio, un eccesso di produzione dei suddetti ormoni porta all’ipertiroidismo, mentre nel caso fosse carente a un ipotiroidismo.

Esistono forme più o meno gravi, così come le conseguenze patologiche di queste. Quindi, qualora dovesse esserci una gravità tale da comportare una condizione d’invalidità - che come per le altre prestazioni per gli invalidi civili deve essere valutata dall’apposita commissione INPS - l’interessato potrebbe avere accesso ai benefici economici riconosciuti per il suo stato di salute.

A tal proposito, secondo quanto stabilito dal D.M. del 5 febbraio 1992 recante disposizioni con cui è stata approvata la nuova tabella delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e le malattie invalidanti, per le patologie connesse al malfunzionamento della tiroide vengono riconosciute le seguenti percentuali d’invalidità:

ipertiroidismo o l’ipotiroidismo grave con ritardo mentale: invalidità in misura fissa del 100%;

iperparatiroidismo primario: invalidità in misura fissa del 50%;

ipoparatiroidismo non suscettibile di utile trattamento: invalidità dal 91 al 100%.

Questa è un’indicazione generale: negli altri casi spetta comunque alla commissione INPS valutare se tale patologia è invalidante e in che percentuale. L’iter per fare richiesta del bonus tiroide, infatti, è lo stesso previsto per tutte le altre invalidità.

 
 

Bonus tiroide: quanto spetta e quando

Nel caso in cui venisse riconosciuta dall’apposita commissione INPS una percentuale d’invalidità almeno pari al 74% allora sarà possibile fare richiesta dell’assegno per invalidità civile.

Attenzione però, perché per l’accesso a queste prestazioni non basta avere un’invalidità riconosciuta in quanto serve anche soddisfare dei limiti di reddito che nel 2022 sono pari a:

invalidità con percentuale che va dai 74% al 99%: 5.005,94€;

invalidità al 100%: 17.271,19€

In entrambi i casi l’importo dell’assegno è di 291,95€, sempre ovviamente per 13 mensilità. Spetta invece un assegno di 523,82€ - quindi circa 525€ - a coloro affetti da drepanocitosi o talassemia major, patologia quest’ultima che spesso è causa di disturbi alla tiroide.

Si ricorda poi che in caso d’invalidità al 100% si potrebbe avere diritto anche all’indennità di accompagnamento come pure alla maggiorazione sociale conosciuta come incremento al milione. Potrebbe inoltre esserci il riconoscimento ai sensi della Legge 104/1992, così da avere diritto a tutte le tutele del caso.