AGROPOLI. «Dobbiamo fare molta attenzione perché se apriamo in maniera scriteriata fra 15 giorni torniamo a chiudere tutta l’Italia. La precondizione per aprire è aprire per sempre e dare un’accelerazione straordinaria alla campagna di vaccinazione».

A dirlo il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, rispondendo a una domanda sul piano di riaperture presentato ieri dal governo, nel corso della visita ad Agropoli, dove, nell’ambito di un progetto della Regione, sono state rimosse 5mila ecoballe. «Io sono fra quelli che ritengono che uno degli errori fatti dal Governo italiano, quello di prima, sia stato quello di seguire la linea delle mezze misure. Nei tre mesi che abbiamo alle nostre spalle non si è vista una pattuglia delle forze dell'ordine impegnata a controllare, non dico cose clamorose, ma la gente, che camminava senza mascherina. E si può immaginare di aprire l’Italia avendo la movida nei fine settimana con migliaia di persone che girano in maniera incontrollata?».

Per De Luca «possiamo aprire i ristoranti, l’importante è che controlliamo la movida. La mia linea sarebbe questa: ristoranti aperti fino alle 23, alle 23.30 si chiude per dare tempo di rientrare nelle abitazioni e da mezzanotte non ci deve essere per strada neanche un’anima viva. Questo si farebbe in un paese serio, sarebbe un piccolo sacrificio per un grande vantaggio economico». Il numero uno di Palazzo Santa Lucia ribadisce:

«La Campania ritiene che si debba dare priorità nelle vaccinazioni al comparto turistico alberghiero perché se perdiamo il mese di maggio salta la stagione turistica e non è un problema degli alberghi, ma di centinaia di migliaia di lavoratori, stagionali e non, che sono impegnati nel comparto turistico.

Ma questa battaglia la sta facendo da sola la Regione Campania». Per questo, aggiunge, «faremo gli accordi con gli albergatori del Cilento, dell’area sud di Salerno, come abbiamo fatto con la costiera sorrentina, per dare il vaccino che però non arriva. La battaglia che dovremmo fare oggi in Italia è questa: chiedere al governo italiano di far valutare il vaccino Sputnik nel giro di una settimana, anziché perdere sei mesi.

Perché se avessimo oggi 3 milioni di dosi di vaccino in più, noi potremmo fare con le strutture pubbliche le vaccinazioni per fasce di età ma potremmo dare alle categorie  economiche il vaccino aggiuntivo». Poi torna su un punto: «Alla Campania sono stati tolti 211mila vaccini. Però tutti zitti perché c'è questo patto di imbroglio trasversale.

È un atto di delinquenza politica». Infine: «Alcuni media parlano di un “arancione rafforzato” che non esiste. Dal punto di vista ospedaliero siamo all’avanguardia in Italia. Il Piemonte ha il doppio di pazienti in terapia intensiva di noi, la Lombardia cinque volte di più, e sono passati in arancione prima di noi. Abbiamo quasi duemila contagiati oggi, ma il dato positivo è che il 95 per cento sono asintomatici o paucisintomatici, o sarebbe un disastro»