"Non si riesce ad avere il controllo dell'epidemia". Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, traccia il quadro relativo all'emergenza coronavirus in Italia. In Italia la situazione resta difficile. "Non siamo ancora in grado di tracciare i casi. Questo perché - ha spiegato - sopra i 50 casi su 100mila in 7 giorni si supera la soglia stabilita a livello internazionale, infatti abbiamo ancora servizi in sofferenza. In questa situazione non si riesce a tracciare e a fare contenimento e, dunque, ad avere il controllo dell'epidemia".

Assistiamo "ad una seconda fase meno drammatica ma l'epidemia è più diffusa in tutto il Paese, la prima invece era concentrata in alcune zone. Nell'ultimo periodo c'è stato un picco di incidenza cumulativa, ma, sulla base dell'Rt, non vedremo più accelerazione nel numero di nuovi casi".

Ma "i ricoveri in terapia intensiva sono intorno alla soglia critica di occupazione dei posti letto, mentre per i ricoveri in area medica siamo al di sotto".

"Sul dato dell'aumento della letalità annunciato dal governo inglese dobbiamo avere conferme del +30%", dice Rezza, frenando sull'allarme lanciato dal premier britannico Boris Johnson.

Tuttavia, ammonisce Rezza, "dobbiamo essere lesti a identificare le varianti e tenere alta la guardia. Non sovraccarichiamo le strutture sanitarie perché siamo nel pieno della campagna vaccinale. Se necessario anche restrizioni ai viaggi".

"In Europa - afferma Rezza - tutti i Paesi sono colpiti in maniera rilevante, è diminuita l'incidenza nei Paesi dell'Est e Sud Est. La Svezia appare sempre più colpita rispetto a Norvegia e Finlandia che hanno delle politiche piuttosto forte di contenimento dell'epidemia. L'Italia ha una situazione come Francia e Germania, la Spagna in alcune aree ha incidenza elevata. C'è una impennata di casi nel Regno Unito, soprattutto nel Sud Est dove c'è Londra. Qui si è diffusa la variante a cui si attribuisce una maggiore diffusione".