Finalmente i prezzi scendono in maniera decisa: in Italia a novembre fanno segnare +0,8% e tornano ai livelli precedenti la guerra in Ucraina. Anche l’inflazione di fondo, quella che si misura al netto degli energetici e degli alimentari freschi, continua a rallentare (da +4,2% a +3,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +4,2% registrato a ottobre, a +3,7%).

GLI ALIMENTARI RESTANO MOLTO ALTI. I dati diffusi ieri dall’Istat, però, continuano a segnalare che i prezzi dei beni alimentari sebbene in frenata restano decisamente più elevati: a fronte di un’inflazione su base annua in calo allo 0,8%, infatti, i prezzi del cosiddetto carrello della spesa passano da +6,1% a +5,8%. Dunque la frenata è molto lenta e i prezzi continuano a restare molto alti.

LA FRUTTA ALLE STELLE. E all’interno del paniere dei beni di prima necessità ci sono anche molti valori diversi tra loro. È il caso della frutta, che aumenta del 10,7% anche per effetto dell’andamento climatico sfavorevole che secondo un’analisi della Coldiretti spinge complessivamente gli alimentari un po’ più in salita del dato Istat: al 6,1%. Ma la frutta non è l’unico bene alimentare del carrello della spesa a registrare aumenti decisamente superiori alla media. In controtendenza rispetto all’andamento generale aumentano del 7,8% anche i prezzi delle verdure. Un andamento che sottolinea la Coldiretti ha portato al contenimento dei consumi alimentari, con gli italiani che spendono di più per mangiare di meno.

IL GOVERNO: CROLLA L’INFLAZIONE. Ad evidenziare il buon andamento dell’inflazione è il Governo, che con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso sottolinea come «l’inflazione a novembre è scesa allo 0,8%, lo scorso anno era all’11,8% e questa è la cosa che più ci conforta. L’inflazione in Italia è sotto la media europea (nell’Eurozona è al 2,4%, ndr)». Il ministro evidenzia come «gli italiani possono guardare con più fiducia al periodo delle festività natalizie e di fine anno e aumentare i loro consumi perché i prodotti registrano dei dati più naturali» ha aggiunge Urso.

CATEGORIE E CONSUMATORI. Si tratta di una situazione che «anche alla luce dei dati sulla fiducia delle famiglie, appare meno negativa rispetto ai mesi precedenti», conferma l’Ufficio Studi di Confcommercio. È «una buona notizia», commenta il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, sottolineando che se la discesa dell’inflazione dovesse restare ad un ritmo accelerato, potrebbe aprire ad una fase di taglio dei tassi da parte della Bce. Sul fronte dei consumatori Assoutenti definisce «positivo il deciso calo dell’inflazione, ma preoccupa il sensibile rialzo della voce alimentari, e anche il Codacons spiega: «Buon segnale sui prezzi ma resta il carospesa».

OCCUPATI RECORD. Ottime notizie anche dal fronte dell’occupazione, che in Italia cresce ancora, e ad ottobre mette a segno un nuovo record storico con quasi 23,7 milioni le persone con un lavoro. Mai così alto il tasso di occupazione che ad ottobre sale al 61,8%. Si contano 27mila occupati in più rispetto al mese precedente e 458mila in più rispetto ad ottobre dello scorso anno.