BRUXELLES. L’Italia resta ancora una volta maglia nera in Europa per l’evasione dell’Iva. Secondo uno studio pubblicato dalla Commissione europea, nel 2017 il Belpaese ha perso 33 miliardi e 629 miloni di euro di Iva non riscossa, a causa di frodi, evasione ed elusione fiscale, insolvenze, bancarotte ed errori di calcolo. In termini assoluti, si tratta del divario maggiore registrato a livello europeo tra il gettito Iva atteso e l’importo effettivamente riscosso. Negli ultimi cinque anni le perdite tuttavia si sono ridotte, si è passati da -40 miliardi del 2013 a -33,6 miliardi del 2017. In termini di percentuali, l’Italia si colloca invece quarta (con il 24% in meno delle entrate relative all’imposta sul valore aggiunto), dietro la Romania (-36%), la Grecia (-34%) e la Lituania (-25%). Tuttavia la Commissione europea - ha sottolineato una portavoce dell’esecutivo - ha riconosciuto gli sforzi degli Stati membri», perché per il quinto anno consecutivo si è registrata una tendenza al ribasso. In termini nominali, a livello europeo nel 2017 il divario dell’Iva si è attestato su 137,5 miliardi di euro, con una riduzione di 8 miliardi analoga a quella di 7,8 miliardi registrata nel 2016. «Si tratta dei migliori risultati ottenuti da quando la Commissione ha iniziato a studiare il divario dell’Iva», ha proseguito la portavoce Vanessa Mock, e «la tendenza al ribasso continuerà anche per il 2018» anno di referenza del prossimo studio. Miglioramenti dovuti, secondo l’analisi di Bruxelles, soprattutto ad una più proficua cooperazione amministrativa tra gli Stati membri, su input europeo, e alla modernizzazione dell’amministrazione fiscale. L’accesso automatizzato da parte delle autorità fiscali alle informazioni raccolte dalla Dogana e sulle immatricolazione dei veicoli sarà applicato dal 1° gennaio 2020. L’Ue ha anche appena lanciato il software Transaction Network Analysis (Tna) per consentire agli Stati membri di identificare più rapidamente le cosidette “frodi carosello”. Il problema dell’evasione dell’Iva ha un impatto molto diverso da Stato a Stati, si va dal - 36% della Romania all’1% di Cipro. «Il clima economico favorevole e alcune soluzioni politiche a breve termine messe in atto dall’Ue hanno contribuito a ridurre il divario dell’Iva nel 2017», ha commentato il commissario per gli Affari economici Pierre Moscovici. «Tuttavia, per conseguire progressi più significativi servirà una profonda riforma del sistema dell’Iva che lo renda più resistente alla frode». Le proposte della Commissione di introdurre un sistema dell’Iva più semplice e favorevole alle imprese sono ancora sul tavolo delle discussioni. «Gli Stati membri non possono permettersi di stare a guardare mentre miliardi di euro vanno persi a causa di pratiche illegali come le frodi a carosello e di incongruenze nel sistema dell’Iva», ha concluso Moscovici. Le previsioni della Commissione restano moderatamente ottimiste, le perdite continueranno a ridursi, ma restano elevate: saranno circa 130 i miliardi di Iva non riscossi in tutta l’Ue, -24% di entrate previste per l’Italia.