E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un nuovo decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che non permetterebbe ad auto, moto, quad e bici, di circolare su strade forestali. Unica eccezione per mezzi di soccorso, o per mezzi che garantiscono la manutenzione o con specifici permessi.  

NIENTE PIU' SENTIERI E MULATTIERE

Niente più sentieri e mulattiere, non sarebbero più permessi e nel caso si trasgredisse si incapperebbe in pesanti multe.  Il decreto è stato pubblicato il 16 dicembre 2021, giorno in cui è entrato in vigore quindi. Quindi, non solo auto ma anche moto, quad e persino biciclette. Quindi anche una gita in bicicletta sarebbe vietata. 

IL DECRETO VIGENTE DAL 16 DICEMBRE 2021

 Il punto molto discusso del decreto è quello contenuto nell’articolo 2 comma 3, secondo cui “indipendentemente dal titolo di proprietà, la viabilità forestale e silvo-pastorale e le opere connesse sono vietate al transito ordinario e non sono soggette alle disposizioni discendenti dagli articoli 1 e 2 del Codice della Strada”.

L’articolo 3 del decreto fa una classificazione delle strade forestali e silvo-pastorale in tre macro-categorie (principale, secondaria e tracciati di uso e allestimento temporaneo), stila un elenco di caratteristiche e stabilisce quali sono i mezzi che possano transitare e quali no. Ci sono per esempio autocarri, autotreni, trattori, rimorchi, macchine operatrici di piccole e medie dimensioni e automezzi a trazione integrale adibiti al mantenimento e al ripristino delle suddette strade.

SOLO MEZZI DI LAVORO, NIENTE MOUNTAIN BIKE

Non vengono menzionati quindi direttamente auto, moto e bici ma nel decreto non vengono considerate più le strade forestali come soggette al Codice della Strada perchè su queste solo i mezzi da lavoro e quelli per la manutenzione dei tratti di strada e di collegamento. In sintesi quindi, la circolazione viene interrotta su queste strada, ma tra i veicoli rientrano però anche le mountain-bike, che comunque non inquinerebbero nemmeno.

Il decreto nasce per difendere le foreste e la natura che sono di vitale importanza, eppure le biciclette non avendo motore non arrecherebbero danno. 

DIVIETO DI CIRCOLAZIONE IN FUORISTRADA DAL 16 DICEMBRE 2021: LE POSSIBILI SOLUZIONI

Niente più gite in campagna o montagna. Le associazioni che rappresentano il settore stanno già studiandosi la situazione per poterne capire meglio e soprattutto trovare una maniera di raggiungere una via di mezzo e non tagliare del tutto fuori chi ha un fuoristrada.

Questo il comunicato congiunto di FMI e ANCMA che criticano duramente il decreto: 

"Si tratta di una norma miope che può creare potenzialmente un grave danno economico al mercato, all’intera filiera, alle attività ludiche e sportive e a quelle legate all’accoglienza e al turismo. ANCMA e FMI prefigurano poi possibili profili di incostituzionalità, perché mancherebbe il bilanciamento degli interessi in gioco e di diritti costituzionali come la libera circolazione, il diritto alla libera iniziativa economica e quello di svolgere attività sportiva e ricreativa". 

Il Ministero delle Politiche Agricole specifica alcuni punti:

“Il decreto 28 ottobre 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’1 dicembre 2021, contiene esclusivamente le linee guida per le Regioni allo scopo, pienamente condiviso dalle Regioni in sede di Conferenza Stato Regioni e dai Ministeri concertanti (MIC e MITE), di uniformare a livello nazionale le norme riferite alle modalità di costruzione della viabilità forestale, che già esistono nelle singole legislazioni regionali, e dare dunque uniformità alla eterogenea nomenclatura adottata.

È opportuno rammentare che la competenza primaria in materia è delle Regioni, e ogni regione e provincia autonoma ha già una sua legge regionale che disciplina gli aspetti strettamente tecnici e la fruibilità di tali viabilità. […]

Il decreto nulla innova in merito al transito autorizzato sulla viabilità forestale, fermo restando che, come espressamente previsto dal decreto stesso, le strade e le piste forestali non sottostanno ai criteri di sicurezza previsti per la viabilità ordinaria, poiché si tratta di viabilità esclusa dal Codice della strada.

TUTELA AMBIENTALE E PAESAGGISTICA

Il decreto ricorda inoltre che è compito delle Regioni disciplinare le modalità di utilizzo, gestione e fruizione della viabilità forestale ‘tenendo conto delle necessità correlate all’attività di gestione silvo-pastorale e alla tutela ambientale e paesaggistica’.

Ed è sempre compito delle Regioni valutare gli effetti della fruizione pedonale, cicloturistica o con mezzi motorizzati diversi da quelli forestali sui tracciati, i cui effetti su fondi non asfaltati hanno impatti ben diversi tra loro. Tali effetti essere valutati con la massima attenzione alle singole realtà territoriali“.