ROMA. ''Estremamente pericolose''. Così il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito le dichiarazioni di Laura Cooper, vice Segretario del Pentagono, circa il possibile uso di armi americane da parte di Kiev per condurre attacchi contro la Crimea. Si tratta di ''una prova del diretto coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto'', ha aggiunto Peskov.

La decisione degli Stati Uniti di inviare più aiuti militari all'Ucraina "aumenta il pericolo di uno scontro militare diretto" tra Russia e Occidente, è l'avvertimento arrivato anche dall'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov, che ha definito gli aiuti una "minaccia immediata" per Mosca, descrivendo quindi gli Stati Uniti come "partecipanti al conflitto".

Gli Stati Uniti hanno annunciato altri 625 milioni di dollari in aiuti militari all'Ucraina. Il contributo statunitense in armi ha contribuito ad aiutare l'Ucraina contro le forze russe, dando modo alle truppe di Kiev di compiere progressi significativi nel nord-est e nel sud del paese nelle ultime settimane. L'ultimo invio statunitense include altri quattro sistemi a razzo multiplo Himars ad alta precisione. In tutto, Washington ha impegnato quasi 17 miliardi di dollari in sostegno militare a Kiev da quando il presidente russo Vladimir Putin ha invaso l'Ucraina il 24 febbraio.

La decisione degli Stati Uniti "di continuare a rifornire di armi pesanti il regime di Kiev - ha aggiunto Antonov - garantisce lo status di Washington come partecipante al conflitto, il che potrebbe comportare un prolungato spargimento di sangue e nuove vittime. Chiediamo a Washington di fermare le sue azioni provocatorie che potrebbero portare alle conseguenze più gravi".