Al giro di boa, quando sono state scrutinate circa la metà delle sezioni elettorali relative al referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, i dati ufficiali del Viminale danno il Sì nettamente vincente con il 68,96% dei voti contro il 31,04% del No.

Oltre la metà degli italiani, esattamente il 53,85%, si è recata alle urne per il referendum, affiancato in sette Regioni dalle elezioni regionali e in tutta Italia, con l'esclusione delle due Isole maggiori, dalle elezioni comunali. Questi ultimi dati relativi alle amministrative hanno influenzato nettamente l'affluenza ai seggi che - con la virtuosa eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano - si è registrata in misura notevolmente più alta proprio nelle Regioni dove si svolgevano le elezioni regionali e, in controprova, notevolmente più bassa dove non si tenevano neanche le comunali.

Nella classifica basata su numero dei votanti, in testa c'è la Valle d'Aosta con il 73,44% seguita appunto dal Trentino-Alto Adige con 70,96% e poi tutte le altre sei Regioni chiamate al voto: nell'ordine Veneto 67,54% Marche 66,39% Toscana 65,88% Puglia 61,91% Campania 61,04% Liguria 59,17%. Per quanto riguarda il resto della classifica, si prosegue con Emilia-Romagna 55,37% Piemonte 51,56% Lombardia 51,36% Abruzzo 50,78% Friuli-Venezia Giulia 50,22% Basilicata 50,14% Umbria 48,75% Molise 47,44% Lazio 45,67% Calabria 45,22%. A chiudere la classifica le due Regioni dove le elezioni comunali si svolgeranno a ottobre e non dove non vi erano dunque sindaci da eleggere: Sardegna 35,70% e Sicilia 35,39%.