Polemiche e cambiamenti per il reddito di cittadinanza. Già dal momento della sua introduzione avvenuta durante l’anno 2019, il reddito di cittadinanza pur rappresentando un beneficio economico di grande importanza per i nuclei familiari residenti sul territorio nazionale che vivono delle condizioni svantaggiose, è finito più volte al centro del mirino da parte del Governo e degli altri enti pubblici. 

Nel particolare il contributo fortemente voluto da parte del Movimento 5 Stelle è infatti spesso diventato oggetto del dibattito politico e pubblico, in quanto considerato non incentivante alla ricerca di un’attività lavorativa da parte dei componenti del nucleo familiare che percepisce tale sostegno economico. 

In merito, proprio nelle ultime settimane, anche con il nuovo Governo italiano, attualmente guidato dall’ex banchiere della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, i tempi in cui Matteo Salvini si mostrava favorevole all’introduzione del reddito di cittadinanza, sembrano ormai molto lontani. 

Per questo motivo, nel corso del tempo, Matteo Salvini, leader della Lega, ha deciso di mostrare tutto il suo disaccordo in merito a questo beneficio economico che ancora oggi è tra i più richiesti da parte di centinaia di migliaia di cittadini e di famiglie italiane, tanto da richiedere all’attuale premier Draghi, un’urgente rivalutazione in riferimento proprio al reddito di cittadinanza.

Insieme a questo annuncio che sta mettendo a dura prova il destino del reddito di cittadinanza, vi sono anche una serie di altri fattori e condizioni sempre più stringenti che di fatto stanno limitando ancor di più la possibilità dei cittadini a richiedere l’ottenimento del contributo economico.

Nel corso del pezzo, dunque, saranno forniti ulteriori dettagli in merito alla proposta del leader della Lega, Matteo Salvini, in relazione ad una possibile eliminazione o ridefinizione del reddito di cittadinanza, ma saranno anche approfonditi gli aspetti e le condizioni obbligatorie che dovranno necessariamente essere rispettate da parte dei titolari del RdC e della PdC, per non rischiare di perdere completamente il sostegno.

Matteo Salvini contro il reddito di cittadinanza: cosa succede
Il reddito di cittadinanza è stato più volte oggetto di dibattito e di discussione politica e pubblica, in quanto spesso accusato di disincentivare i nuclei familiari alla ricerca di un’attività lavorativa regolare con un contratto di lavoro.

Tra i principali sostenitori di questa idea vi è il leader della Lega, Matteo Salvini, il quale tuttavia nel 2019 aveva votato in favore proprio dell’introduzione del reddito di cittadinanza, il quale è così poi potuto entrare finalmente in vigore a partire dal decreto numero 4 del 2019.

Si trattava in quel senso di un accordo stipulato tra i partiti del Movimento 5 Stelle e Lega, dove gli esponenti del primo richiedevano il via libera per l’avvio del reddito di cittadinanza, mentre i politici della Lega ricercavano l’approvazione per la riforma delle pensioni e l’introduzione della formula di pensionamento anticipato della Quota 100.

Così, dopo quasi tre anni, con la formula della Quota 100 ormai destinata a vedere la propria fine definitiva a partire dal prossimo anno e con la formazione del nuovo Governo di Mario Draghi, ora Matteo Salvini sembra fortemente orientato a voler definitivamente voltare le spalle al beneficio del reddito di cittadinanza.

In particolare, a far tremare ancora di più le centinaia di migliaia di cittadini italiani che attualmente percepiscono il reddito di cittadinanza, è la vicinanza sempre più chiara tra il partito di Salvini, la Lega e Confindustria, tanto da aver ottenuto da un lato lo stop del famoso bonus cashback e dall’altro il via libera per i licenziamenti.

La visione di Matteo Salvini sul reddito di cittadinanza
È chiaro dunque che nel corso delle settimane e dei mesi successivi alla formazione della nuova squadra governativa guidata attualmente dal premier Mario Draghi, il leader della Lega, Matteo Salvini ha quindi richiesto al Presidente del Consiglio italiano di rivedere il prima possibile le caratteristiche del reddito di cittadinanza.

Per questo motivo, durante diverse interviste nei confronti del leader della Lega, Salvini ha più volte chiarito la necessità di una nuova riforma del beneficio del reddito di cittadinanza, come una vera e propria urgenza per il nostro Paese.

L’opinione di Matteo Salvini è quella dell’esigenza di andare a rivedere, ripensare e ricalibrare in maniera massiccia il sostegno del reddito di cittadinanza, in quanto sostiene che questo non incentivi al lavoro, bensì allontana i cittadini alla ricerca di un lavoro onesto e regolare. 

Le nuove formule ipotizzate da Salvini contro il reddito di cittadinanza
Dunque, l’idea del leader della Lega, Matteo Salvini sono state fin da subito chiare: egli ritiene che il beneficiario del reddito di cittadinanza non riesca a garantire effettivamente gli obiettivi per cui era stato inizialmente introdotto.

In questo senso, Salvini sostiene l’incapacità del reddito di cittadinanza a contrastare l’attuale crisi del mercato lavorativo, il quale è stato inevitabilmente coinvolto durante lo scorso anno dalle conseguenze provocate dall’emergenza sanitaria del Coronavirus, esplosa anche sul territorio italiano.

A questo proposito, l’idea portata avanti da Matteo Salvini e proposta anche all’attuale premier italiano Mario Draghi, è quella da un lato di ridefinire completamente il beneficio del reddito di cittadinanza; dall’altro di introdurre nuovamente i voucher di lavoro. 

La richiesta messa in atto da parte del leader della lega, Matteo Salvini, dunque è quella di rivedere completamente le caratteristiche e i meccanismi di erogazione del reddito di cittadinanza, anche se questo dovesse significare quello di riformarlo in maniera completa. 

Per questo motivo, l’interazione degli esponenti della Lega è quella di elaborare una serie di nuovi strumenti alternativi al beneficio del reddito di cittadinanza, che offrano la possibilità alle aziende di trovare delle nuove soluzioni rispetto ai tradizionali contratti di lavoro, che siano particolarmente adatte ad andare incontro alle esigenze attuali. 

Chi rischia di perdere già il beneficio del reddito di cittadinanza
In vista di ulteriori cambiamenti che dovrebbero arrivare già nei prossimi mesi da parte del Governo italiano, a causa delle pressioni del leader della Lega, Matteo Salvini, occorre precisare che i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza si ritrovano a dover rispettare stringenti obblighi per non rischiare di essere coinvolti dalla perdita definitiva del beneficio.

A questo proposito, infatti, il decreto-legge numero 4 del 2019 precisa che in almeno quattro situazioni si potrebbe rischiare di perdere definitivamente il riconoscimento del beneficio del reddito di cittadinanza, ovvero: 

Assenza della comunicazione obbligatoria dovuta da parte della famiglia titolare del beneficio, nei confronti dell’Istituto INPS, nei casi in cui si verifichino variazioni; 
Emergere di una nuova occupazione di tipo lavorativo, per uno o più componenti della famiglia titolare del sostegno economico; 
Scadenza relativa alla durata del beneficio, che corrisponde a diciotto mensilità;
Casi in cui si verifica una perdita temporanea o definitiva relativa alle condizioni obbligatorie che devono essere necessariamente rispettate da parte dell’intero nucleo familiare nel corso dell’intero arco in cui si riceve il sostegno.

Cosa bisogna comunicare obbligatoriamente all’Istituto INPS
Come espresso all’interno del decreto-legge numero 4 del 2019, per non rischiare di perdere definitivamente il beneficio relativo al reddito di cittadinanza, occorre precisare che i cittadini italiani che percepiscono il contributo, dovranno provvedere a comunicare obbligatoriamente alcune eventuali variazioni relative a uno o più componenti.    

Nello specifico, è necessario comunicare l’inizio di un’attività lavorativa, entro trenta giorni dall’effettiva data di inizio del contratto oltre che anche cambiamenti legati alla composizione del nucleo attraverso la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Inoltre, occorre effettuare le dovute comunicazioni anche nei casi in cui uno o più componenti del nucleo provvede ad inviare le dimissioni al proprio datore di lavoro, oppure nei casi di ricovero all’interno di una struttura pubblica di cura, che è a carico statale. 

Infine, è anche necessario specificare che entro il 31 gennaio di ciascun anno, è necessario che tutti i nuclei che percepiscono il sostegno legato al reddito di cittadinanza, dovranno rispettare l’obbligo di comunicare variazioni o cambiamenti del proprio patrimonio mobiliare.

Quando scade il reddito di cittadinanza 
Tra le altre condizioni che rischiano di far perdere definitivamente l’erogazione del beneficio del reddito di cittadinanza, il decreto-legge numero 4 del 2019 ha stabilito che il sostegno potrà essere erogato in maniera continuativa per diciotto mensilità. 

Dunque, in questo senso, una volta che il nucleo familiare avrà terminato il periodo legato ai diciotto mesi, occorrerà provvedere a presentare nuovamente la domanda per poter ottenere il rinnovo di altre diciotto mensilità del reddito di cittadinanza. 

I requisiti di accesso al beneficio del reddito di cittadinanza 
Il decreto-legge numero 4 del 2019 identifica inoltre alcuni requisiti fondamentali per poter accedere al beneficio del reddito di cittadinanza. Dunque, la variazione di anche soltanto una di queste condizioni potrebbe comportare la perdita definitiva del reddito di cittadinanza: 

cittadinanza in Italia o in un membro dell’Unione Europea oppure extra-europeo, se in possesso di permesso di soggiorno;   
ISEE familiare inferiore a 9.360 euro;   
Residenza continuativa in Italia da 10 anni;
Reddito pari o inferiore alla soglia di 6.000 euro (con alcune eccezioni);
Non essere in possesso di autovettura o moto con data di immatricolazione fissata nei sei mesi precedenti a quella della domanda;
Patrimonio mobiliare inferiore a 6.000 euro (con alcune eccezioni);
Patrimonio immobiliare inferiore a 30.000 euro;
Non aver presentato delle dimissioni di tipo volontario negli ultimi 12 mesi.