Alcuni studenti, che volevano muoversi in corteo, hanno interrotto le trattative con la Digos e correndo hanno raggiunto il Viminale presidiato dai blindati. Poi il gruppo è tornato davanti al Teatro dell'Opera. Situazione tornata alla calma e manifestazione conclusa.

"Contro le vostre manganellate, Piantedosi dimettiti". E' la scritta che campeggiava sullo striscione esposto dai manifestanti in piazza Beniamino Gigli, davanti al Teatro dell'Opera di Roma e a poche centinaia di metri dal Viminale. Alla manifestazione statica, organizzata dopo gli scontri di Pisa e Firenze, circa 800 persone, tra bandiere della Pace, della Palestina e del Partito Comunista. Dalla piazza il grido "siamo tutti antifascisti".

Momenti di tensione quando un gruppo di studenti, che voleva muoversi in corteo, ha interrotto le trattative con la Digos e correndo ha raggiunto il Viminale presidiato dai blindati, al grido di "Dimissioni, dimissioni" e 'Vergogna vergogna". La situazione è tornata alla calma quando gli studenti sono tornati davanti al Teatro dell'Opera di Roma dove hanno ricominciato a intonare cori pro Palestina. La manifestazione si è poi conclusa.

Qui per esprimere "solidarietà per gli studenti aggrediti, ma soprattutto per dire che è un diritto essere liberi di essere in disaccordo con lo Stato", ha detto Miriam Giummo, responsabile dell'organizzazione 'Sinistra Universitaria', presente in piazza davanti al Teatro dell'Opera insieme a tanti altri universitari. In strada anche molti liceali. "Quello che è accaduto a Pisa è solo un esempio: queste cose accadono dall'autunno in particolare alle manifestazioni pro Palestina per chi chiede lo stop al genocidio", ha detto Carlo della 'Rete Studenti Medi del Lazio'. "Le persone sono stufe, i cittadini capiscono che c'è qualcosa che non va", ha aggiunto il giovane.