Secondo i primi dati forniti dal Governo italiano in merito al superbonus 110%, sembrerebbe che il bonus edilizio approvato ed introdotto da parte dell’ex premier italiano, Giuseppe Conte, sia stato un vero e proprio flop. 

Infatti, sulla base di quanto evidenziato dai dati, sembrerebbe che siano stati  utilizzati soltanto 670 milioni di euro, rispetto ai 19 miliardi di euro che erano stati previsti dal fondo finanziario. 

Questo risultato mostra quindi l’evidente flop del superbonus 110%, il quale era stato fortemente voluto dal Governo di Conte, con l’obiettivo di rilanciare il settore  edilizio relativo alle costruzioni all’interno del territorio italiano.

A questi dati poco incoraggianti, si aggiunte anche la necessità di andare incontro alle linee guida e alle procedure europee disposte dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, stabilito dal Recovery Plan. 

Così, l’attuale Presidente del Consiglio, l’economista nonché ex banchiere della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, si trova in una situazione critica che richiede impegno e scelte strategiche mirate, tra queste prima tra tutte la necessità di alleggerire e semplificare tutte le procedure burocratiche previste per poter ottenere il superbonus 110%, le quali di fatto hanno rallentato la possibilità di accedere al bonus edilizio. 

Ecco, quindi, una breve guida in cui sono riportate tutte le attuali caratteristiche del superbonus 110% e i cambiamenti più importanti che potrebbe approvare l’attuale premier Draghi, al fine di seguire le linee date da Bruxelles. 

 

Superbonus 110%: i dati ufficiali sul bonus

Tra gli aspetti che hanno destato maggiore dibattito proprio in merito al superbonus 110% vi è sicuramente i risultati evidenziati dai primi dati ufficiali del Governo, in merito all’uso delle risorse stanziate per i bonus edilizi. 

A questo proposito, è stato mostrato che sui 18,7 miliardi di euro che il Governo Conte aveva previsto per poter coprire tutte le spese relative al bonus, soltanto circa 670 milioni di euro sono stati utilizzati e destinati all’effettiva messa in cantiere dei lavori.

Tuttavia, occorre sottolineare che a questi dati poco incoraggianti, si accostano alcuni risultati positivi mostrati da recenti indagini, in merito proprio al settore delle costruzioni. 

Infatti, secondo quanto sottolineato da una recente ricerca condotta da parte del Centro Studi della CNA, in riferimento alla ripresa del settore delle costruzioni, sembrerebbe che gli interventi volti alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, ed in particolare modo il Superbonus 110%, stanno effettivamente supportando ed aiutando il settore edile delle costruzioni.

In questo senso, la ricerca mostra come questo settore si sta man mano risollevando da una crisi economica che era partita da tempi molto più remoti, precedenti anche l’emergenza provocata dall’arrivo del Coronavirus sul territorio italiano.

Dunque, questi dati sottolineano che il 57% delle imprese edili sostiene che l’introduzione e la conferma dei bonus edili e delle misure a favore della filiera relativa alle costruzioni stia mostrando un effettivo impatto positivo sulle attività, in particolare sul comparto dei serramenti e dell’installazione. 

In questo scenario, però, si fa strada all’orizzonte un problema di non poco conto, ovvero l’aumento dei prezzi relativi ai materiali edili, riguardanti non solo le materie prime ma anche le stesse apparecchiature e gli strumenti utilizzati all’interno del settore edile.

 

Le cause del flop del superbonus 110%

I dati confermano quindi un vero e proprio flop che ha coinvolto il bonus edilizio previsto dal superbonus 110%, che fin dalla sua introduzione aveva invece ottenuto importanti apprezzamenti da parte dei cittadini e delle imprese. 

Nello specifico, tra gli aspetti positivi per cui era stato ampiamente apprezzato, vi era la questione relativa ai suoi beneficiari: non soltanto singoli cittadini e famiglie che avrebbero potuto effettuare lavori dedicati all’efficientamento sismico ed energetico ad un costo quasi vicino allo zero; ma anche imprese, banche e assicurazioni che potevano ottenere importanti benefici.

Tuttavia, ciò che verosimilmente ha causato il flop del superbonus 110% sono le procedure complesse per poter ottenere il bonus che andrebbero così non soltanto a scoraggiare i cittadini a farne richiesta, ma anche a rendere la pratica di accesso parecchio difficile da effettuare. 

Per questo motivo, sono sempre più diffuse le indiscrezioni che vedono l’attuale Governo Draghi a lavoro al fine di andare a semplificare ulteriormente l’insieme di procedure previste per poter ottenere il riconoscimento dei bonus edilizi, che saranno di fatto coinvolti da modifiche e cambiamenti radicali. 

 

Gli obiettivi di Draghi sul superbonus 110%

Secondo le prime bozze in merito al lavoro di rielaborazione e di modificazioni relative al superbonus 110%, sembrerebbe che attualmente la squadra governativa guidata dall’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sia a lavoro per perseguire un obiettivo primario e centrale in un’ottica dei bonus edilizi, quello di semplificare le procedure previste per poter ottenere il bonus. 

Si tratta di importanti misure che andrebbero a prorogare il superbonus 110% anche fino al 2023 e che andranno a costituire il pacchetto di incentivi e aiuti previsto nella versione definitiva del Recovery Plan di Draghi che dovrà essere inviato all’Unione Europea entro il giorno 30 aprile 2021.

Dunque, la prerogativa del Governo Draghi sarà quello della semplificazione e della proroga del superbonus 110%, in modo tale da rendere più semplice e agevole l’immissione del capitale e del risparmio privato nel processo di rigenerazione urbana. 

I principali cambiamenti dei bonus edilizi

Il Governo di Draghi, quindi, è a lavoro per apportare le dovute modifiche al superbonus 110%, con l’obiettivo di renderlo molto più accessibile, andando così ad ampliare anche la platea di potenziali beneficiari. 

A questo proposito, tra i cambiamenti a cui si sta pensando vi è sicuramente l’introduzione di un’aliquota unica che non sarà più del 110% bensì del 75%.

La modifica, dunque, riguarderà in primo luogo l’articolo 16-bis del testo unico relativo alle imposte sui redditi, espresso dal decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, numero 917, andando quindi a prevedere la durata della detrazione in almeno cinque anni. 

Secondo questa indiscrezione, sembrerebbe quindi che vi sia al vaglio l’ipotesi di andare ad introdurre un’unica aliquota pari al 75%, che sarà valida per tutti bonus edilizi, ovvero: ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus verde, sismabonus, bonus mobili, bonus idrico, bonus colonnine.

In tutti questi casi, il rimborso per questi bonus edilizi sarà previsto con un rimborso in cinque anni. 

Inoltre, tra le altre novità sembrerebbe esservi anche l’intenzione di ampliare ulteriormente la platea di soggetti potenzialmente beneficiari del bonus edilizio, in particolare del superbonus 110%. 

A questo proposito, è al vaglio l’idea di offrire la possibilità di accedere al bonus anche a ristoranti ed alberghi, in quanto il Ministro della Transizione ecologica  Roberto Cingolani ha espresso al Senato la necessità di considerare una revisione coordinata in merito al sistema relativo alle detrazioni fiscali, così come di introdurre una procedura volta a garantire l’ottimizzazione dei tempi e dei costi relativi agli interventi.