La Santa Sede, all'esito delle rogatorie e delle indagini acquisite dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Sassari, ha aperto una nuova istruttoria a carico del cardinale Angelo Becciu riguardante il caso della cooperativa Spes nella diocesi di Ozieri in Sardegna. E' quanto si è appreso oggi all'inizio della nuova udienza, la 37esima, in Vaticano sul caso della truffa sulla vendita del palazzo di Londra.

Da quanto emerso dalle indagini - e che riguarda la consegna di pane alle diverse parrocchie della diocesi sarda, per l'aiuto ai poveri, pagate con il contributo della Santa Sede, - è emerso, infatti, che ben 927 bolle di trasporto sulle oltre mille presentate e consegnate, sono risultate falsificate e che moltissime parrocchie non hanno riconosciuto come vera la firma apposta alla documentazione, molto probabilmente, preparata poco prima dello scoppio del caso e, quindi, dell'apertura del procedimento penale.

Oggi è stata la giornata dedicata interamente all'ascolto della testimonianza di mons. Alberto Perlasca, già capo dell'ufficio amministrativo della Segreteria di Stato vaticana, uno dei testi-chiave del processo che si sta svolgendo in Vaticano, ma l'udienza si è aperta con le dichiarazioni del Promotore di giustizia Vaticano, Alessandro Diddi che ha dato la notizia alla corte del nuovo filone giudiziario legato alla Cooperativa sarda.

Lo stesso Diddi ha riferito che l'allora vescovo della diocesi. Mons. Sergio Pintor era all'oscuro dell'esistenza di un conto sul quale transitavano le somme che giungevano anche da Roma per la cooperativa gestita dal fratello del card. Becciu, aggiungendo che lo stesso mons. Pintor, ha confermato che non controllava né la Caritas né la diocesi che, di fatto, ha riferito, erano delle mani della famiglia Becciu.