Nella vittoria bulgara di Luca Zaia in Veneto, spicca il distacco tra la lista personale del Doge e il voti raccolti dal partito della Lega. A dati ancora parziali la lista 'Zaia Presidente' è sopra il 47%, mentre la Lega-Liga Veneta è sotto il 15%. Numeri che riaccendono la sfida tutta interna al partito per la leadership, nonostante i due abbiano sempre spiegato di avere ruoli e obiettivi diversi.

A gettare acqua sul fuoco interviene Lorenzo Fontana, segretario della Liga veneta e vicesegretario della Lega, vicinissimo a Matteo Salvini. "Il nostro obiettivo - sottolinea - era superare il 50 per cento tra le due liste". "E' stato premiato molto il governatore Luca Zaia, la sua attività negli ultimi anni, soprattutto nell'emergenza Covid. E' un voto di stima e di fiducia nelle sue battaglie e nella sua amministrazione", ma "non penso che ci siano problemi di dualismo" tra lo stesso Zaia e Salvini. Stima e fiducia nel governatore riconfermato per la terza volta che i numeri dimostrano in modo inequivocabile: nel 2015, la lista Zaia era ferma al 23%, ora raggiunge il doppio dei consensi veneti, per Salvini, invece, si registrava un dato, per quella tornata, migliore di quello di oggi: poco sotto il 18%.