Cerca

I misteri del Duomo

Le meraviglie nascoste nel tempio di San Gennaro

Una scala chiusa al pubblico cela la stratificazione archeologica del Santuario. Dietro a una porta l'Albero di Jesse, con la geneaologia di Gesù. Un cancello chiuso impedisce l'ingresso nella cappella gotica. Ma la vecchietta...

Le meraviglie nascoste del tempio di San Gennaro

La Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli

NAPOLI. Una Epifania unica quella che il turista ha potuto vivere ieri mattina nel Duomo di Napoli. La visita organizzata dall'architetto Teresa Leone (Antares, Associazione Napoletana Territorio, Arte, Restauro, Ecologia, Società - associata al Progetto CompraSud)) alla scoperta dei tesori (affreschi, antichissimi altari, cappelle in stili diversi dal 200-300 alla metà del Seicento fino al XVII secolo) e la storia che ha sovrapposto arte e potere politico nel santuario più visitato della città, ha avuto per corollario la celebrazione religiosa dedicata alla Festa dei Popoli che caratterizza ogni anno la giornata del 6 Gennaio celebrata nel Tempio dedicato alla devozione al Santo Patrono. Anzi, ai santi patroni di Napoli, con la Cappella del Tesoro di San Gennaro, ricca di ornamenti e statue in argento, dirimpettaia della Basilica cattedrale dedicata a Santa Restituta, ricca di altari in cui il barocco si sovrappone alle tracce paleocristiane con decori di ricami in marmo e mosaici in oro. E, infine, il Battistero di San Giovanni in Fonte, il più antico d'Europa, dai soffitti in mosaico verde brillante, rappresentazione degli animali presenti in epoca romana e tutti i simboli del cristianesimo, culto appena ammesso dall'imperatore Costantino. 

Una continua scoperta di tesori che rinviano a luoghi - purtroppo - solo raccontati perché inaccessibili, come il percorso archeologico sotterraneo, ristrutturato per accogliere visitatori ma mai aperto ai turisti ai quali è concesso solo sbirciare la scala chiusa e trasformata in ricettacolo di rifiuti.

O come l'Albero genealogico di Gesù: l'Albero di Jesse che si nasconde dietro la porta della Cappella degli Illustrissimi preti e quella meraviglia della cappella gotica di Sant'Aspreno.

La giornata dell'Epifania, grigia e piovosa, richiedeva coraggio per uscire di casa e raggiungere il Duomo di Napoli. Ma ne valeva la pena. Nel tempio, di primo mattino, regnava il buio e la vecchietta all'ingresso - sempre seduta lì per chiedere un euro ai passanti - se n'è lamentata: "Me pare 'nu camposanto".

Poi le luci si sono accese illuminando gli affeschi di Luca Giordano, Solimena, Ribera, del Vasari, di Giovanni Lanfranco, del Domenichino, e quelli trecenteschi della Basilica di Santa Restituta si sono manifestati nel pieno splendore.

Di lì a poco, Teresa Leone avrebbe rivelato ogni dettaglio: i personaggi storici rappresentati, i committenti illustri, papi e figli di papi in abiti e forme inconcepibili.

L'energia dell'architetto Leone è bastato a riscaldare gli animi dei 15 visitatori che l'hanno seguita in due ore di storia, aneddoti, curiosità e ogni dettaglio economico, di materiali usati e opere incompiute. Ma raccomandando: «Il Duomo di Napoli non è visitabile in un solo tour, ne occorrono almeno tre».

Lo stupore ha poi assalito i presenti quando è iniziata la messa dell'Epifania, celebrata dal vescovo ausiliare, don Michele Autuoro, accompagnata da canti e danze dei Paesi lontani che vedono a Napoli comunità cristiane di nazionalità ed etnie diverse. Tamburi e costumi colorati hanno affollato la navata centrale del Duomo e alcune famiglie negli scranni hanno partecipato all'Eucaristia sfoggiando abiti variopinti della propria tradizione culturale.

Un omaggio delle genti - che vivono in silenzio e spesso in attività occupazionali umili e nascoste - nel giorno della Epifania (la Manifestazione di Gesù). Ieri hanno gioiosamente espresso alcuni tratti delle proprie radici, unendosi ai riti che i familiari lontani celebravano in Chiesa, a migliaia di chilometri di distanza, ma spiritualmente vicini almeno il 6 Gennaio.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori