"Il Piano idrico elaborato dalla Regione Campania vale 2,5 miliardi di euro e rappresenta uno degli interventi più significativi sul piano politico-istituzionale messo in campo da una regione italiana. E' un piano che guarda al futuro e alle giovani generazioni". Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso della presentazione stamane a Napoli del piano idrico regionale. Un piano suddiviso in tre capitoli che riguardano l'uso dell'acqua potabile, l'uso agricolo-industriale, la ristrutturazione delle reti idriche. Nell'uso dell'acqua potabile il Piano prevede interventi sulle dighe, tra cui la diga di Campolattaro, in provincia di Benevento, per 525 milioni di euro già finanziati; la riqualificazione della diga dell'Alento, nel comune di Prignano Cilento, per un finanziamento da individuare pari a 2 milioni, e la realizzazione di un nuovo invaso (diga dell'Acera) tra il comune di Montella e Bagnoli Irpino, per un finanziamento da individuare pari a 25 milioni di euro. Per gli interventi sulle sorgenti sono stati stanziati invece circa 126 milioni di euro. In merito all'uso irriguo industriale delle fonti idriche si prevedono di realizzare 15 invasi da oltre 500mila mq di acqua (per un importo di 696 milioni di euro) e 27 invasi di portata inferiore a 500mila mq di acqua, per un totale di 207 milioni di euro. Per quanto riguarda la manutenzione delle reti idriche la Regione ha individuato interventi per 842 milioni di euro, che interessano 92 comuni della Campania. Per l'intero Piano idrico sono disponibili ad oggi finanziamenti regionali pari a 823 milioni di euro, di cui 468 a valere su Fesr 2021-2027; 115 milioni su Fsc; 205 milioni sul Pnrr; 35 milioni su Poc per quanto attiene ai costi di progettazione. A questi importi andrà sommata la quota di Fsc 2021-2027, in corso di assegnazione. "Nella nostra regione - ha affermato il governatore - non registriamo emergenze idriche, ma con questo Piano vogliamo essere pronti ad situazione che si possa venire a determinare in futuro". De Luca ha altresì evidenziato le contraddizioni che sul fronte idrico vive la Campania. "Forniamo acqua alla Puglia e poi noi dobbiamo reperire forniture idriche da altre regioni". E qualche incognita: "Dobbiamo prevedere - ha detto - che sui 2,5 miliardi per il Piano idrico allo stato attuale, a causa dell'aumento delle materie prime, ci sarà un incremento dei costi di circa il 20-30 per cento delle opere da appaltare". Infine ha spiegato che con questo piano idrico la Regione "si è voluta muovere per tempo perché non vorremmo che i fondi finiscano a causa dell'emergenza siccità che si registra al Nord Italia che pure dev'essere affrontata dal governo".