La Squadra mobile di Salerno e i Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso ieri dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno nei confronti di Rosario Giugliano, detto "o' minorenne", 60enne di Poggiomarino (Napoli), e di Nicola Francese, 31enne di Pagani (Salerno), entrambi gravemente indiziati dei delitti di tentato omicidio pluriaggravato da premeditazione e dal metodo mafioso e di detenzione illegale di più armi comuni da sparo.

Rosario Giugliano è destinatario anche dell'ordinanza emessa oggi nell'ambito di indagini della Dda di Napoli su due clan contrapposti attivi nel territorio di Poggiomarino.

Le indagini coordinate dalla Dda di Salerno hanno permesso di far luce sull'agguato commesso lo scorso 13 aprile a San Marzano sul Sarno (Salerno) ai danni di Carmine Amoruso, in occasione del quale quest'ultimo è stato ferito a seguito dell'esplosione di 14 colpi di pistola.

L'omicidio non è stato consumato a causa dell'inceppamento di una delle due pistole utilizzate e per la pronta reazione della vittima dell'agguato che, nonostante il ferimento, è riuscito a ingranare la retromarcia allontanandosi velocemente con l'auto a bordo della quale si trovava quando si sono avvicinati i killer. 

Amoruso, anch'egli originario di Poggiomarino, da pochi mesi era spontaneamente uscito dal programma di protezione accordatogli quale collaboratore di giustizia, ritornando sul territorio stabilendosi nell'agro nocerino sarnese.

La ricostruzione del tentato omicidio si fonda in particolare su conversazioni intercettate all'interno di un locale mansardato a Pagani che Giugliano si era procurato adibendolo a sua base operativa, dove pianificava le attività criminose.

L'eliminazione di Amoruso, secondo quanto ricostruito dalla Dda salernitana, era stata pianificata da Giugliano sia per assicurarsi il predominio del controllo criminale di quella porzione dell'agro nocerino-sarnese dove lo stesso, dopo la scarcerazione, era deciso ad affermare la propria presenza criminale, sia perché Amoruso veniva ritenuto da Giugliano come ostacolo agli interessi economici suoi e della sua organizzazione criminale.