Le organizzazioni criminali campane «sono parse ancora contrassegnate da dinamiche associative fluide, influenzate da flebili alleanze mirate alla gestione delle principali piazze di spaccio e delle attività sul territorio di natura predatoria ed estorsiva. Lo scenario partenopeo è quello in cui si è colta con particolare nettezza la compresenza di sodalizi meno qualificati, duramente colpiti dall'azione di contrasto e alla costante ricerca di opportunità di affermazione criminale, e formazioni più strutturate, che beneficiano di risalente expertise nella penetrazione del tessuto socio-economico. A queste ultime le evidenze informative hanno ricondotto tentativi di infiltrazione nei settori immobiliare, della grande distribuzione e dell'edilizia, con riferimento agli appalti, pubblici e privati, in territorio nazionale e all'estero, specie in Europa orientale. Il carattere transnazionale dell'attivismo camorrista, evidenziatosi anche in relazione al business del gioco e delle scommesse, è emerso pure per trasferimenti all'estero di quote societarie o di cariche sociali a favore di prestanome, unitamente alla realizzazione per fini illeciti, con l'aiuto di professionisti compiacenti, di articolati schemi finanziari». È quanto sottolineano i Servizi di informazione e sicurezza nella Relazione annuale al Parlamento.

«Sul fronte casalese, i sodalizi, malgrado la costante azione di contrasto e il deficit di legittimazione causato dalla collaborazione con la giustizia di esponenti di vertice del clan, hanno mostrato persistenti, significative capacità criminali, specie sul versante delle proiezioni in attività economiche, in territorio nazionale ed estero. Le indicazioni raccolte - si legge nel documento - ne hanno confermato, in particolare, l'interesse verso i settori agroalimentare e dei trasporti. Eterogeneità strutturale, spinte espansive e propensione alle derive violente sono gli aspetti emersi con maggiore evidenza dalle acquisizioni intelligence sulla criminalità organizzata pugliese e dalle importanti operazioni di polizia condotte nell'anno, valse a ribadire, specie con riguardo alla cd. società foggiana, la persistente pressione estorsiva esercitata sul territorio e gli intrecci collusivi finalizzati all'indebita acquisizione di finanziamenti pubblici, anche europei».