NAPOLI. La Campania è praticamente davanti a una delle battaglia più difficili da affrontare, contro un nemico invisibile che sta mietendo contagi vittime in tutto il mondo e non sta risparmiando nemmeno una regione che dalla prima ondata era uscita meglio dei territori del Nord più dilaniati dal Covid. E dall’Unità di crisi della Regione Campania, che ieri si è riunita con in collegamento anche il governatore Vincenzo De Luca, è stata avviata un’interlocuzione per l’allestimento di ambulatori da campo parte dell’Esercito. Sul punto sono in corso accurate valutazioni ma è chiaro che nulla sarà lasciato al caso. Antonio Postiglione, capo dell’equipe medica dell’organismo che gestisce l’emergenza in Campania, come suo costume è quanto mai chiaro.

«Abbiamo colloquio in atto a livello nazionale per approfondire tutti gli aspetti legati alla logistica e all’allestimento delle tende per il pre-triage, cosa che abbiamo già fatto» dice. «È naturale che non si possano aprire ospedali da campo senza il personale adeguato, per questo motivo stiamo portando avanti qualsiasi tipo di valutazione» sottolinea. Postiglione ricorda anche che «abbiamo bene presenti tutte previsioni di tendenza del virus, se concretizzeremo il progetto delle tende sarà per alleggerire la pressione sui Pronto soccorso e ciò che accade anche nelle ambulanze».

Intanto, la domanda di posti letto continua la sua crescita esponenziale e l’Unità di crisi è quanto mai impegnata ad assicurare l’assistenza agli utenti. Il San Giovanni Bosco diventa Covid Hospital e un presidio per ognuna delle tre Asl napoletane sarà individuato con le stesse caratteristiche. Per questo motivi si stanno cominciando ad ampliare l’offerta attraverso convenzioni con gli ospedali privati accreditati e quelli religiosi. In tal senso si sono già avute le prime riunioni con le strutture e gli ospedali religiosi che saranno coinvolti per l’ampliamento dei posti letto Covid sono il Fatebenefratelli, sia a Napoli che a Benevento; Villa Betania a Ponticelli e il Camilliani di Casoria.

Da ricordare che lunedì sera dall’Unità di crisi era arrivata l’indicazione a tutti i direttori generali di Asl e aziende ospedaliere di procedere alla riconversione di tutti i reparti per i quali si è proceduto in via temporanea alla sospensione delle attività di ricovero in regime di elezione, ad esempio reumatologia, geriatria, dermatologia e discipline chirurgiche di elezione, in reparti Covid oltre all’avvio di processi organizzativi per dedicare ulteriori, interi presìdi ospedalieri ai pazienti Covid-19. E anche con le strutture private, come detto, si è avviato il discorso per il reperimento di ulteriori posti letto.

Restano, comunque, garantiti i ricoveri e gli interventi con carattere urgente e tutte le prestazioni per patologie come quelle oncologiche e nefrologiche che sono necessari alla sopravvivenza dei pazienti. Intanto, stanno arrivano i 50 medici e i cento infermieri dala Protezione civile nazionale mentre l’Unità di crisi continua a reclutare personale con contratti straordinari, co.co.co., pensionati, medici laureati abilitati autorizzando le aziende, vista la carenza di personale.