Sono 3.900 i nuovi positivi su 25mila tamponi. È quanto anticipa il governatore Vincenzo De Luca nella tradizionale diretta del venerdì su Facebook. «Da 3-4 giorni la percentuale di positivi su tamponi scende leggermente, speriamo sia una tendenza» ha continuato aggiungendo che «i posti in terapia intensiva occupati sono 190 su 650 disponibili, cioè il 27% di occupazione».

«Abbiamo posti letto sufficienti, abbiamo oltre 500 posti letto disponibili per pazienti Covid. Stiamo quasi completando il lavoro informatico per quanto riguarda i tamponi e i risultati dei tamponi, credo che ormai il 70% delle persone che fanno il tampone ricevono automaticamente sul proprio cellulare entro le 24 ore il risultato», ha aggiunto.

«La regione Campania rimane ad oggi la regione con il tasso più basso di mortalità Covid» ha detto De Luca, «non solo alla mortalità Covid da febbraio ad oggi, ma anche al dato della mortalità che riguarda settembre-novembre». 

«La posizione della Campania era per una chiusura di un mese a ottobre, il governo ha fatto un'altra scelta: iniziative progressive e provvedimenti sminuzzati. Una scelta totalmente sbagliata, perché il contagio aumenta in maniera esponenziale. - spiega De Luca - La scelta del governo ha fatto perdere mesi preziosi». 

ACCUSE AL GOVERNO. Poi le accuse al governo: «L'Italia divisa in zone è una scelta scriteriata» che ha portato a una «moltiplicazione di conflitti fra territori e categorie economiche. Una situazione caotica derivante dalla scelta fatta dal Governo che noi non abbiamo condiviso». 

«Il 29 maggio ho approvato un'ordinanza che vietava la vendita di alcolici dopo le 22 di sera, non solo perché avevamo notizie di bambine di 13 anni che arrivavano in coma etilico al Cardarelli, ma perché volevamo controllare la movida e contrastare la diffusione del contagio per tutta l'estate. Il Comune di Napoli ha preso un provvedimento contrario all'ordinanza regionale con il quale autorizzava la vendita di alcolici fino alle 3.30. Poi fortunatamente il Tar ha annullato l'ordinanza del Comune di Napoli spiegando che le ordinanze regionali sono vincolanti per i Comuni» ha proseguito.

«Se non avessimo fatto quell'ordinanza - ha aggiunto De Luca - avremmo avuto per tutta l'estate la movida con la vendita di alcolici fino alle 4 di mattina. Noi lo abbiamo deciso, il Comune di Napoli ha fatto il contrario: non il contrasto ai fenomeni più pericolosi della movida, ma la nullità assoluta. La cosa davvero intollerabile è che quelli che hanno banalizzato il problema, che hanno perduto mesi preziosi, che non hanno mosso un dito per contrastare il contagio, sembra che oggi siano tutti diventati rigoristi». 

DI MAIO. De Luca chiama in causa il ministro Luigi Di Maio e le sue dichiarazioni sulla Campania. «Di Maio era quello che ha criticato la nostra scelta degli ospedali modulari perché secondo lui si sprecava denaro pubblico - ha detto - è uno degli esponenti di Governo che avrebbe dovuto impegnarsi per fare arrivare il personale medico. Voleva continuare a tenere il commissario in Campania, così avremmo fatto la fine peggio della Calabria. E parla, parla. Mi voglio fermare perché il solo nome di questo soggetto mi procura reazioni di istinto che vorrei controllare almeno per le prossime ore».

«GOVERNO GENERA CAOS, VADA A CASA». «Fatti salvi 3-4 ministri non è un governo, anziché andare allo sbaraglio sarebbe meglio avere un Governo che non produca il caos che è stato prodotto in Italia. In queste condizioni meglio mandare a casa il Governo». «Se bisogna stare al governo con questi personaggi sarebbe meglio mandare a casa questo governo - ha sottolineato - perché non è tollerabile, ho detto a qualche esponente del Pd, alcun rapporto di collaborazione con ministri come Spadafora che ha raccontato bestialità o con il signore di cui ho fatto il nome (Luigi Di Maio, ndr) che ho sfidato ad un dibattitto pubblico già anni fa e rinnovo l'invito in diretta tv sperando che non faccia il coniglio come ha fatto nei 3-4 anni precedenti».

SINDACO E LUNGOMARE DI NAPOLI. De Luca ha poi chiamato di nuovo in causa l'immagine del Lungomare di Napoli affollato nello scorso weekend: immagini che «non motivano la zona rossa ma la zona strarossa, cose vergognose». «Il sindaco avrebbe dovuto decidere ma era impegnato a girare per le tv a farsi pubblicità - ha aggiunto - abbiamo avuto sindaci coraggiosi e responsabili che hanno chiuso perché erano preoccupati e poi c'è chi girava per le televisioni a sporcare l'immagine di Napoli e della Campania. Non ci sono parole».