NAPOLI. «Per procedere a un’armonizzazione dei sistemi contabili pubblici, è necessaria sia un’armonizzazione verticale dello Stato sia un’armonizzazione orizzontale tra Stati diversi, coordinate da organismi internazionali appositi». Ad affermarlo è l’avvocato Gabriele Fava, vicepresidente del consiglio di presidenza della Corte dei Conti, intervenendo ieri a Napoli agli stati generali della contabilità pubblica e privata. «Per armonizzare la contabilità pubblica italiana, il primo passo da compiere è procedere al consolidamento dei dati tra tutte le diverse aziende controllate dagli enti locali - afferma - La spesa va aggregandosi ulteriormente a ogni livello di governo per alimentare la cosiddetta contabilità nazionale, con la traduzione dei dati contabili in dati statistici da confrontare con gli analoghi valori raccolti e rielaborati dagli altri Stati». Per il consolidamento dei conti «va ribadito il collegamento tra contabilità e finanza pubblica, con l’ulteriore precisazione che la prima deve necessariamente essere strutturata in modo da essere utile alla seconda - ha osservato Fava - In secondo luogo, l’utilità della contabilità deve essere estesa anche al controllo degli obiettivi stabiliti dall’esterno per la stabilità e la crescita dell’intero Paese. Per questa strada è inevitabile giungere al pieno collegamento della contabilità e finanza pubblica statale a quella europea. La Commissione europea stabilisce gli obiettivi per gli Stati membri, che li traducono in missioni e programmi del bilancio statale. Infine, regioni ed enti locali fanno lo stesso nei propri bilanci previsionali. L’intero processo necessita che il flusso di informazioni nei due sensi sia rapido ed efficiente, considerando anche il fatto che il processo deve chiudersi a cadenza annuale».