«Oggi siamo chiamati a prendere decisioni forti, definitive ed efficaci, per far fronte a una situazione che è diventata pesante. Ogni giorno che passa rischia di aggravarsi in maniera insostenibile la situazione dell'epidemia. Per questo io ritengo che non ci sia più un'ora di tempo da perdere e perfino l'ordinanza che entra in vigore oggi è già superata dai dati del contagio con i quali dobbiamo fare i conti. Io credo che dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana, perché davvero non abbiamo più davanti tempo da perdere». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook.

«Avevamo immaginato una chiusura parziale - ha spiegato De Luca - ma per i dati che abbiamo non basta più neanche questo. Dobbiamo decidere di chiudere tutto». 

De Luca ha fatto sapere che comunicherà «al Governo non solo la mia richiesta di lockdown su tutta Italia, ma per quel che riguarda la Campania procederemo in direzione della chiusura di tutto. Per l'Italia deciderà il Governo, per la Campania faremo quello che riteniamo giusto per noi. Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell'edilizia, l'agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive».

«NON VOGLIO CAMION CON BARE». «Siamo ancora in tempo, oggi abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia, però siamo a un passo dalla tragedia. Detto in maniera brutalmente chiara, io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute». «Non siamo garantiti da nessuno che questo non avvenga, se non dalla nostra responsabilità, dalla correttezza dei nostri comportamenti e anche dalle decisioni che prendiamo da subito, altrimenti quelle immagini che abbiamo visto qualche mese fa sono destinate a riprodursi e ad entrare nella nostra vita in maniera drammatica», ha aggiunto De Luca.

RECORD DI POSITIVI. Il governatore ha comunicato che oggi sono 2.280 i nuovi positivi in Campania, su 15.800 tamponi: numero record, mai raggiunto prima. La rilevazione di ieri era di 1.541 casi. La percentuale dei contagi sui tamponi eseguiti sale dal 12.8 al 14.5 per cento. 

«CHIUDERE TUTTO PER 30-40 GIORNI». «Oggi dobbiamo fare l'ultimo tentativo per bloccare l'esplosione del contagio, quindi dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni, per frenare l'esplosione del contagio. Poi si vedrà tra un mese, ma è evidente che senza decisioni drastiche non si può reggere, e dobbiamo farlo oggi perché siamo ancora in condizioni di reggere, domani non sarà più possibile». «Le situazioni che troviamo la sera davanti ai bar, la notte nelle ore della movida, davanti alle scuole agli ingressi e alle uscite - ha aggiunto De Luca - sono quelle che hanno portato a una diffusione enorme del contagio e rispetto alle quali dobbiamo prendere decisioni oggi». 

TERAPIE INTENSIVE INTASATE. La situazione dei posti letto in Campania, secondo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è «pesante». «La programmazione ci consente ancora di reggere - dice su Facebook - ma con questi numeri non c'è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l'onda d'urto». «Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate», ha aggiunto. 

SCUOLE. «Le scuole naturalmente restano chiuse, le ultime cose da chiudere sono gli ospedali. Ho sentito affermazioni stupide e irresponsabili» ha detto De Luca. «È stupido, da irresponsabili dire che le scuole vanno chiuse per ultimo». «Di fronte ad un aumento di contagi come quello che abbiamo registrato tra docenti e alunni, l'unica risposta che la ragione può dare è quella di evitare che il contagio si diffonda. La priorità non sono gli ideologismi ma bloccare i contagi. Le decisioni non si prendono in astratto ma sulla base dei numeri» ha aggiunto De Luca.

«VALUTAZIONE CON L'UNITà DI CRISI». «Con questi dati le scuole non si aprono. Domani si deciderà dopo una valutazione con l'unità di crisi». Tra prima e dopo l'apertura delle scuole, «nella popolazione generale c'è stato un aumento di 3 volte del contagio, nella fascia tra 0 e 18 anni l'aumento è stato di 9 volte». «Siamo passati nella fascia 0-5 anni da 88 positivi prima del 24 settembre a 402 positivi a dopo l'apertura - ha spiegato - nella fascia tra 6 ai 10 anni prima 57 contagi, dopo l'apertura 476 contagi, nella fascia 11-14 anni prima 49 contagi, dopo 479 contagi. Nella fascia 15-18, prima dell'apertura 82 contagi e dopo, 558 contagi. Quale genitore degno di questo nome manderebbe i figli a scuola con queste cifre?».