«Noi possiamo tenere tutto aperto e tenere sotto controllo il contagio se prendiamo delle misure di prevenzione, che significa intervenire in tempo utile. Su questo abbiamo avuto una posizione diversa al Governo nazionale. Mentre noi ci muovevamo così, anche anticipando misure di prevenzione, abbiamo polemizzato con il Governo nazionale che, a mio parere, in questi tre mesi che abbiamo alle spalle non ha fatto sostanzialmente nulla dal punto di vista di un'azione vera di prevenzione». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta Facebook. 

Secondo De Luca il Governo ha fatto «una sola cosa, il green pass, ma per il resto le misure che andavano prese non sono state prese, e questo ci differenzia dal Governo nazionale. Lo dico con grande serenità, ribadendo che siamo impegnati in uno sforzo di unità e di collaborazione come è doveroso che sia, ma siamo anche impegnati a dirci la verità delle cose e non ci sentiamo impegnati a fare sviolinate nei confronti di nessuno. Ci sentiamo impegnati a rispondere semplicemente alla nostra coscienza e alla nostra ragione, non alle esigenze della politica politicante e delle bandiere di partito».

GOVERNO. «Il Governo ha impugnato un'ordinanza della Regione Campania estremamente equilibrata e misurata. Le scuole in Campania si sono aperte tutte il 10 gennaio, tranne le elementari, le medie e le materne per una ragione di merito: essendo la fascia di età più bassa e non vaccinata in misura ampia, ci è parso ragionevole prendere due settimane di respiro per ampliare la campagna di vaccinazione e avere poi la scuola in presenza con maggiore tranquillità. Ci siamo trovati di fronte a una posizione irrispettosa del Governo nazionale, offensiva per la Regione Campania e incomprensibile». Così De Luca commenta il ricorso dell'Avvocatura dello Stato contro l'ordinanza che rinviava la didattica in presenza in materne, elementari e medie fino al 29 gennaio. 

«Il Governo ha impugnato l'ordinanza della Regione Campania alle 22.15 di domenica sera, le scuole si aprivano il lunedì. In questo momento - ha aggiunto De Luca - abbiamo in Campania 111 comuni nei quali non si sono riaperte le scuole, abbiamo comuni e regioni che hanno prorogato l'apertura dell'anno scolastico, come la Sicilia, abbiamo Palermo e Catania nei quali i sindaci hanno fatto ordinanze non di limitazione per le elementari, ma di chiusura totale. Il Governo nazionale non ha impegnato nulla, a conferma del fatto che aveva interesse a fare solo un'operazione propagandistica lunedì per poter dire che è tutto aperto. La mia sensazione netta è che nella conferenza stampa fatta dal Governo lunedì scorso l'unico obiettivo, quello sostanziale, fosse quello di dimostrare ai cittadini italiani che in Italia va tutto bene. L'economia è aperta, cresce, le scuole si aprono, non abbiamo grandissime problematiche relative al Covid. L'obiettivo di quella conferenza stampa era semplicemente questo e, dal mio punto di vista, è stata una scelta totalmente demagogica e inaccettabile».

«RICORSO E' STATO CIALTRONATA». «Caro ministro della Pubblica istruzione, noi siamo abituati a lavorare con serenità, ma non abbiamo intenzione di essere presi in giro da nessuno. Se si vuole un aiuto bisogna rispettare le istituzioni, non ci si può permettere la cialtronata di impugnare l'ordinanza della Campania di notte e di non fare poi più niente mentre abbiamo centinaia di comuni nei quali i sindaci hanno fatto ordinanze di chiusura senza che il Governo abbia impugnato niente. Ci vuole rispetto e serietà, la demagogia non serve».

«Il commissario al Covid - ha aggiunto De Luca - ci ha annunciato che arrivavano le mascherine Ffp2, che arrivava l'Esercito a garantire i tamponi nelle scuole e a fare il lavoro di supporto, ci ha garantito che c'era un accordo con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per fare i tamponi. I medici hanno confermato qualche giorno fa che non c'è nessun accordo, che non c'è nessuna intesa: le mascherine non si sono viste, l'Esercito meno che mai».

«IMMAGINE DI DRAGHI CHE DIFENDE PROLETARIATO E' FALSA». «Nella conferenza stampa il presidente del Consiglio ha parlato per mezz'ora contro la didattica a distanza. Osservo che non l'ha chiesta nessuno, quindi è stata mezz'ora di esposizione demagogica contro un obiettivo inesistente. Il presidente del Consiglio ha raccontato che la didattica a distanza determina danni e perfino una nuova divaricazione sociale, ma non ha ritenuto di rilevare che la Regione che ha fatto di più per evitare la divaricazione sociale è la Campania, e che se il Governo avesse fatto la metà di quello che ha fatto la Campania staremmo molto meglio. L'immagine di un presidente del Consiglio che difende il proletariato e di altri che sono indifferenti a condizioni di disagio sociale è falsa». 

«La Campania - ha aggiunto De Luca  - è l'unica Regione in Italia che ha dato a 104mila famiglie un contributo di 500 euro, abbiamo dato alle scuole 3mila euro di contributo per l'acquisto dei termoscanner, facendo quello che avrebbe dovuto fare il ministro della Pubblica istruzione. Siamo l'unica Regione, lo dico al ministro ma anche a Draghi che ha sottolineato molto il peso psicologico che hanno le scuole chiuse rispetto ai ragazzi, che la Campania è l'unica Regione che ha stipulato un'intesa con l'Ordine degli psicologi per tutelare la salute dei più piccoli. Abbiamo fatto una convenzione garantendo 10 sedute, con l'assistenza di uno psicologo, quando ci dovesse essere una richiesta dei medici di medicina generale o dei pediatri. Chi si è preoccupato in concreto della tutela della salute dei ragazzi e dei bambini è la Campania, non il Governo nazionale. Mentre nella conferenza stampa ci raccontavano che erano preoccupati per la salute dei bambini, la Campania garantiva l'assistenza degli psicologi, il Governo nazionale tagliava della metà i fondi destinati all'assistenza psicologica. Questo non è tollerabile. Io credo che dobbiamo avere il massimo di collaborazione tutti, di rispetto reciproco, ma a partire dal rispetto della verità e della realtà e facendola finita con l'atteggiamento ipocrita delle mezze misure, del fare finta, del non raccontare mai agli italiani qual è la realtà concreta».

«OBIETTIVO SUPERARE GENNAIO SENZA TROPPI DANNI». «L'obiettivo è arrivare a superare il mese di gennaio, perché è prevedibile che il picco del nuovo contagio sarà a gennaio e dopo scenderemo rispetto alla media dei ricoveri giornalieri. Tutto quello che abbiamo fatto in queste settimane dal punto di vista organizzativo e delle misure di contenimento aveva questo obiettivo da raggiungere, superare il mese di gennaio senza troppi danni, andare oltre gennaio anche con la fiducia che possano arrivare rapidamente i nuovi farmaci e possa essere ampliata l'area di cittadini vaccinati, superando le resistenze e i ritardi di questi mesi». 

«Abbiamo fatto un lavoro immenso in queste settimane - ha aggiunto De Luca - tenendo sempre conto che abbiamo migliaia di dipendenti in meno rispetto ad altre regioni più piccole, abbiamo lavorato per reggere sul piano delle terapie intensive e dei ricoveri ospedalieri, abbiamo cercato di non privare i nostri concittadini degli interventi urgenti. Le cose che si possono programmare le abbiamo rinviate, ma non abbiamo intaccato in nulla i servizi urgenti nel campo della cardiologia, dell'oncologia, dell'ostetricia. Stiamo cioè cercando di garantire le cose essenziali e credo che sia stato fatto un lavoro importante. Dobbiamo ovviamente sapere che, per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri, contiamo ogni giorno ricoveri nel numero di 50-70 pazienti, dato il numero elevato di contagio. Se i numeri sono questi, bisognerebbe trovare ogni 10 giorni altri 500 posti letto aggiuntivi. E un punto di criticità forte che ci impegna a far fronte alle nuove esigenze quotidianamente».

«BIMBI IN AULA AL FREDDO E' RISPETTO?». «Il ministro ha ritenuto eccessiva l'espressione 'utilizzate i bambini come cavie'. Dice che bisogna misurare le parole, e io ancora più giustamente dico che più che misurare le parole bisogna misurare i comportamenti. E' stato informato il ministro che quando si sono aperte le scuole, in decine di realtà avevamo bambini di 6, 7 o 10 anni costretti a fare lezione con le finestre aperte, con un freddo infernale, con sciarpe e cappellini? E' un modo per rispettare i bambini?». 

«Dico al presidente Draghi che ci ha fatto rilevare che in Europa tante scuole sono rimaste aperte, che in Europa una situazione del genere sarebbe uno scandalo intollerabile. Aspetto qualcuno che mi trovi una scuola in Germania o in Svezia nella quale i bambini sono costretti a stare 4 ore in classe con le finestre aperte», ha aggiunto De Luca. 

«VACCINI NELLE SCUOLE? A NAPOLI INIZIATI PRIMA DI NATALE». «Qualche tv nazionale oggi sta facendo vedere che si stanno facendo le vaccinazioni per i bambini più piccoli nelle scuole. A Napoli abbiamo iniziato prima delle vacanze di Natale, non se n'erano accorti». «Oggi con le nostre Asl stiamo facendo programmi di apertura delle vaccinazioni in decine di scuole e rimaniamo impegnati a fare la campagna di vaccinazione la più vasta possibile, soprattutto per i bambini. Siamo al 16% di bambini vaccinati nella fascia 5-11 anni. C'è una ripresa, avevamo l'obiettivo di arrivare per fine gennaio con una grande campagna di vaccinazione nelle scuole ai 120mila bambini vaccinati e questo obiettivo rimane fermo per noi, quindi lo stiamo facendo in decine di scuole. A Roma se ne sono accorti con un po' di ritardo», ha aggiunto De Luca. 

«NO IMMAGINE GOVERNO DI MONACI TRAPPISTI». «Ci tenevo a fare qualche puntualizzazione. Non mi piaceva l'immagine di un Governo che si presenta con il volto dei monaci trappisti e con il volto bonario, con il 'tutto va bene' e con qualcuno che per chissà quale motivo deve aprire contenziosi. Noi siamo per la collaborazione e per l'aiuto, sempre, ma pretendiamo rispetto». «Poi avremo modo di discutere nelle prossime settimane con il Governo, dovremo fare chiarezza su questo rigurgito di centralismo che rischia di rovinare l'Italia, perché da Roma non sono in grado di garantire niente», ha aggiunto De Luca. 

«VOI AVETE PREVISTO DAD, NON LE REGIONI». «Voglio dire agli amici del Governo che, per quello che mi riguarda, io sono un pacifico guerriero. Mi piace la vita tranquilla, ma pretendo lo stesso rispetto che io do ai miei interlocutori e non ho alcuna voglia di farmi prendere per i fondelli da nessuno, soprattutto se chi paga le decisioni propagandistiche sono i bambini e le famiglie. Ancora oggi non è stato dato il potere ai presidi di sapere chi è vaccinato e chi no. La Dad l'ha introdotta il Governo, non le Regioni. Voi avete previsto che se ci sono due o tre contagi si chiude, non noi».

«Sarebbe bene fare un bagno di umiltà - ha aggiunto De Luca - e soprattutto atterrare sulla realtà vera, finendola con la propaganda. Se c'è un atteggiamento di serietà e di rigore, siamo tutti impegnati ad aprire le scuole garantendo condizioni civili di didattica e di permanenza. Lo ricordo anche al presidente del Consiglio Draghi, c'è una piccola differenza tra le scuole e tutto il resto: nelle scuole i bambini stanno 4 o 5 ore in una stanza chiusa e nella quale magari non c'è neanche un condizionatore. C'è una differenza quindi quando si parla di cose aperte e chiuse. Per le scuole c'è bisogno di un'attenzione tripla. La Regione è impegnata ad aprire tutte le scuole ma è anche tenuta a guardare la realtà per quello che è».  

PNRR, «RISCHIAMO DI BRUCIARE OCCASIONE UNICA». «Abbiamo le scadenze del Pnrr rispetto alle quali dobbiamo essere estremamente preoccupati. Anche da questo punto di vista noi lanciamo un grido di allarme: la situazione non è affatto tranquilla». «Noi rischiamo di bruciare questa occasione quasi unica. Noi stiamo lavorando per dotarci dei progetti esecutivi necessari e per utilizzare al meglio anche i fondi europei», ha aggiunto.