Per ora niente lockdown in Campania: a far cambiare idea al governatore Vincenzo De Luca è stata la conferenza Stato-Regioni, da cui «è emersa l'indicazione del Governo di non assumere drastiche misure restrittive a livello nazionale. In queste condizioni diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale, che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali». Altro elemento è l'assenza al momento di un piano socioeconomico di ristori, che De Luca ha sempre detto di considerare essenziale prima di varare drastiche chiusure.

NAPOLI ZONA ROSSA. «C'è un problema territoriale nell'emergenza Coronavirus, il 60% dei contagi è nell'area metropolitana di Napoli. Abbiamo vietato la mobilità tra le province ma dovremmo fare zona rossa tutta l'area metropolitana di Napoli». Lo avrebbe detto a quanto si apprende, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca nel corso dell'incontro Governo-enti locali sull'emergenza coronavirus convocato dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.

De Luca ha parlato anche di «un progressivo aggravamento della situazione, con molti asintomatici» chiedendo un «maggiore coinvolgimento dei medici di base, anche per evitare i ricoveri».

DAD E LOCALI. Didattica a distanza al 100 per cento e «improponibile» la chiusura d bar e ristoranti alle ore 18: è la posizione espressa dal governatore campano Vincenzo De Luca in conferenza Stato-Regioni.

Per i locali De Luca conferma la volontà di mantenere gli orari già previsti dall'ordinanza regionale, con chiusura alle 23. «In assenza di una misura restrittiva generale non ha senso adottare norme che mettono in ginocchio intere categorie», dice il governatore. 

«CONTROLLO MILITARE DOPO LE 23». «Serve il controllo militare dopo le 23». «Sui fatti di Napoli chiediamo al governo di adottare misure rigorose e drastiche, sono 5 anni che a Napoli avvengono queste gazzarre, sono gli stessi che ci hanno aggredito 3 anni e mezzo fa a Pozzuoli e due anni fa ad Aversa - ha proseguito De Luca - A Napoli l'agibilità democratica non è garantita da cinque anni, ieri c'era un pezzo di camorra che non può fare affari se la regione è più controllata; c'erano gli antagonisti a cui il comune dà ospitalità in alcune strutture comunali; e gli antifascisti».