ROMA. «Farabutti»; «una banda di imbecilli»; «delinquenza politica». Ammesso che sia ancora possibile, Vincenzo De Luca alza ancora di più i toni delle sue accuse al Governo guidato da Giorgia Meloni. Dai fondi europei alla sanità, fino all’autonomia differenziata, il governatore della Campania continua a sparare a zero all’indirizzo della premier e del ministro Raffaele Fitto. Ma il centrodestra non sta a guardare e replica a muso duro: «De Luca svilisce l’istituzione che rappresenta e vilipende il Governo». Ma andiamo con ordine.

LA MANIFESTAZIONE DEL 16. A dare fuoco alle polveri è ancora una volta il governatore campano: «È tutto bloccato per una banda di imbecilli che abbiamo a Roma», tuona tornando sulla vicenda del mancato sblocco dei fondi di sviluppo e coesione. De Luca rilancia quindi la manifestazione in programma il 16 febbraio a Roma con l’Anci e i sindaci del Sud: «Faremo un sit-in. Abbiamo chiesto un incontro alla presidente Meloni e al suo valoroso ministro Fitto per chiedere lo sblocco dei finanziamenti». Dopo aver accusato nuovamente il ministro di «diffondere dati falsi», il presidente della Campania affonda ancora i colpi: «Stanno compiendo un atto di delinquenza politica contro la Regione Campania».

«LI SFIDO A UN DIBATTITO PUBBLICO». De Luca torna poi a rilanciare la sfida a un dibattito pubblico sulla gestione dei fondi europei e sul livello di spesa: «Rinnovo la sfida al presidente del Consiglio: io sono pronto e disponibile dove e quando vuole, sia lei che il valoroso ministro. Ma scappano», è la provocazione del governatore.

«SANITÀ, 15MILA DIPENDENTI IN MENO». L’altro tema molto delicato è quello della sanità: «Quando leggiamo le notizie in negativo, quello che manca è il ricordare come si è costretti a lavorare», premette De Luca nella sua tradizionale diretta Facebook. Poi snocciola i numeri, ricordando che la Campania ha nella sanità «15mila dipendenti in meno», che i bilanci «sono in equilibrio», ma che se i Pronto soccorso chiudono è perché «il Governo non sblocca l’assunzione del personale».

«USO POLITICO DELLE ISTITUZIONI». La reazione del centrodestra agli attacchi di De Luca è altrettanto dura. «Anche stavolta De Luca dà prova di uno squallore istituzionale vergognoso, approfittandosi di organi pubblici della nostra Campania per battaglie di interesse personale. Strumentalizzare in questo modo la cosa pubblica solo ai propri fini di auto-propaganda svilisce sia la Regione che l’Anci, da cui ci aspettiamo una netta presa di distanza per questo comportamento», afferma il senatore napoletano della Lega, Gianluca Cantalamessa.

«FINIRÀ NEL DISONORE GENERALE». Riferendosi a De Luca, il senatore di Fdi, Sergio Rastrelli, parla di «delirante incontinenza verbale» e «atti di vilipendio contro un organo costituzionale dello Stato, disonorando, una volta di più, l’alto valore del suo mandato elettorale». Nel mirino di Rastrelli c’è però anche «la complice e servile sudditanza dei vertici dell’Anci Campania, che non avvertono la propria corresponsabilità nel determinare così una frattura istituzionale senza precedenti. Fortunatamente, la fallimentare ed agonica esperienza di governo regionale di De Luca finirà presto, nel disdoro generale», dice Rastrelli.

DE LUCA E LA VERITÀ NON SI INCONTRERANNO MAI. «Questa volta davvero ha superato il limite. Utilizzare il logo della Regione Campania per promuovere una manifestazione contro il Governo è gravissimo ed è la chiara rappresentazione della sua mancanza totale di senso delle istituzioni», attacca il deputato campano di Fratelli d’Italia, Marta Schifone, mentre Severino Nappi, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Campania, parla di «squallido e offensivo linguaggio che da sempre contraddistingue De Luca. Verità e De Luca sono due parole in antitesi».