NAPOLI. «Le mezze misure non servono più a niente, prima prendiamo decisioni forti meglio è. Se tardiamo ci avviciniamo al momento in cui saremo costretti a prenderne di ancora più gravi ma con l’acqua alla gola». Il governatore campano Vincenzo De Luca, nella consueta diretta su Facebook, non usa mezzi termine. «Adotteremo misure di guerra per salvare le vite dei nostri concittadini dobbiamo decidere, a qualsiasi costo» spiega. Anche perché «la situazione demografica campana è molto delicata. E guai a noi se perdiamo controllo sull’area metropolitana di Napoli che ha la maggior densità abitativa d’Europa. Finora ci sono stati poco meno di 500 morti in Campania, notevolmente meno di altre regioni. Un miracolo tenuto conto della densità abitativa. Ma questa situazione può cambiare subito».

LA SITUAZIONE SCUOLA. Riguardo la chiusura della scuola, De Luca spiega che «non sono state chiuse le scuole, abbiamo deciso due settimane di didattica a distanza. Il problema non è negli edifici ma all’esterno, visto che centinaia di ragazzi si affollano all’ingresso e all’uscita senza controllo. Non abbiamo assunto decisioni a cuor leggero. Abbiamo sentito epidemiologi, sindacati, ministri. avevamo pensato di chiudere le quarte e quinte delle superiori, poi con i sindacati abbiamo valutato che era impossibile. Abbiamo vagliato la posizione di studenti universitari, degli asili, delle scuole private». E ancora: «Tutte queste decisioni ponno produrre il risultato di ridurre al massimo gli assembramenti e contenere la mobilità su mezzi trasporto». per gli asili, una nota dell’Unità di crisi ha chiarito che nelle more di specifici congedi parentali per i genitori, da oggi è consentita, anche in presenza, l’attività di nidi e asili con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni.

IL COPRIFUOCO. Tanto per essere chiaro, De Luca annuncia che «nel weekend di Halloween, americanata che è un vero monumento all’imbecillità, chiuderemo tutto alle 22. Ci sarà il coprifuoco, non sarà consentita neanche la mobilità. Potremmo decidere un blocco della mobilità dopo la mezzanotte anche prima di quel weekend. Sentiremo il ministero dell’Interno, perché per una misura del genere occorrono controlli e sanzioni rigorose. Chi diffonde l’epidemia non usando le mascherine deve essere considerato autore di un reato». E ancora: «La movida va chiusa. In strada continuiamo a vedere giovani che parlano senza protezione a 50 centimetri di distanza. Se andassimo avanti così senza intervenire, fra tre settimane saremmo costretti a prendere decisioni ancora più dolorose». E sullo stop a cerimonie e feste: «Avevamo avuto un incontro con le associazioni di categoria che ci hanno detto di 1.400 matrimoni programmati ad ottobre. Avevamo concordato di farli a patto che i gestori comunicassero l’elenco degli invitati e i nomi del responsabile di sala e di cucina. Questo non è avvenuto. C’è stato un matrimonio a Monte di Procida con decine di contagi. Un altro a Mirabella Eclano con decine di contagi e dopo un mese una invitata di 90 anni è morta. Poi una festa in una residenza per anziani con decine di infettati e un’altra nel centro storico di Napoli di ragazzi Erasmus. Basta, in Campania oltre la metà dei contagi è frutto di comportamenti irresponsabili, incivili, delinquenziali».

LA SITUAZIONE SANITARIA. Sulla situazione sanitaria, De Luca è esplicito. «Non ci sono problemi di posti di terapia intensiva ma mancano gli anestesisti. Abbiamo fatto i concorsi e non se ne è presentato uno. Abbiamo avuto l’invio dalla Protezione civile di 17 unità ma se necessario bloccheremo altri reparti per averne a disposizione per il Covid. Se abbiamo ogni giorno 30-35 persone che chiedono di essere ricoverate, con il passare delle settimane avremo condizioni sempre più gravi». Ma da Roma filtrano voci sul fatto che la richiesta di 600 medici e 800 infermieri fatta da De Luca al commissario Domenico Arcuri e al ministro Roberto Speranza qualche giorno fa sarà accolta ma non nella misura programmata. E ancora: «Dobbiamo garantire i posti letto, non è facile. Eliminiamo ora le attività secondarie, garantiamo solo interventi salvavita su pazienti cardiologici, colpiti da infarti, ictus, politrauma, malati oncologici. Tutto quello che può essere rinviato lo sarà. Altrimenti in dieci giorni con questo ritmo di contagio serviranno 300 posti letto e in un mese 900, anche mille». E ancora: «Andando verso l’inverno e verso la stagione influenzale avremo un aggravio di presenze rispetto a marzo-aprile».

I TAMPONI. Sui tamponi, il numero uno di Palazzo Santa Lucia spiega che «ci sono state polemiche inutili, sul numero dei tamponi in Campania, abbiamo fatto esattamente quanto prescritto dall’Oms. Tamponi e reagenti non sono illimitati, è un bene requisito dalla Protezione Civile e quindi abbiamo lavorato i tamponi che arrivavano. Oggi (ieri ndr) abbiamo fatto 14.000 tamponi, l’obiettivo è di 17.000 al giorno per le strutture pubbliche. Con i test antigenici puntiamo allo screening sulle scuole. Per questo faremo un primo test antigenico a un milione di studenti, un secondo a gennaio, un terzo in primavera. Quindi abbiamo chiesto al governo tre milioni di test antigenici. Poi abbiamo chiesto i test molecolari rapidi per 20.000 pazienti al mese nei pronto soccorso. Sui test puntiamo a dare ai cittadini il risultato in tempi rapidi, da qui alla prossima settimana puntiamo a mandare con un sms il risultato del tampone in massimo 12 ore».