«Il Consiglio di Stato ha confermato pienamente le tesi della Campania, ha censurato i ritardi, e stabilisce l'inaccettabilità delle procedure messe in campo dal Governo. E ha considerato pretestuosa la sopravvenienza dell'articolo 10 del Decreto coesione: smantellata la norma che surrettiziamente introduceva la vicenda Bagnoli nel Fondo FSC». È quanto riferisce in una nota il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

«Ci si augura che a questo punto sia terminata la lunga e vergognosa catena di pretesti, di dilazioni, di ritardi strumentali, che ha penalizzato e penalizza le imprese, le famiglie, i Comuni della Campania. Ci si augura di poter cominciare a lavorare nell'interesse delle nostre comunità», prosegue la nota di De Luca, «è il risultato della battaglia di civiltà e di dignità nella quale si sono impegnati in questi mesi centinaia di sindaci, amministratori, semplici cittadini. E' un motivo di grande speranza e di grande soddisfazione per quanti hanno creduto nella giustizia amministrativa del nostro Paese», si conclude la nota.

IL MINISTRO FITTO. «Risultano incomprensibili le reazioni festanti alla sentenza odierna del Consiglio di Stato. La sentenza, che pure contiene alcuni 'elementi singolari', non modifica in alcun modo l'iter di definizione dell'accordo per la coesione tra la presidenza del Consiglio e la Regione Campania. Infatti, il Consiglio di Stato si limita ad assegnare un termine di 45 giorni per la conclusione dell'istruttoria, lasciando ovviamente alla discrezionalità delle parti la decisione finale sulla opportunità o meno di definire l'accordo». Lo dichiara il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto.

«Tale termine - prosegue - va ben oltre l'orizzonte temporale che il governo auspica per l'assegnazione ai territori delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021 - 2027 e per la definizione dell'accordo con la Regione Campania».