Andamento «discreto» per il primo giorno di green passo obbligatorio secondo Confesercenti Campania, che ha rilevato «diverse criticità nell'ambito delle piccole e medie imprese, specie quelle artigianali, pasticcerie e sartoriali».

In generale, spiega in una nota il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo, «l'andamento registrato nella mezza giornata di oggi è discreto, con i controlli del certificato e con l'ausilio alternativo, ovviamente, del tampone. Le nostre attività, come di consueto, rispettano sempre le regole e dunque hanno verificato la presenza di green pass: chi non lo aveva si è sottoposto al tampone. L'andamento è discreto, ma è sul lungo periodo che siamo preoccupati. Innanzitutto per quelle figure professionali “uniche" sulle quali si fonda l'attività delle piccole e medie imprese. Mi riferisco agli chef, aiuto cuochi, ai pasticcieri, ai falegnami intagliatori, ai maestri artigiani in generale, ai sarti, ai tappezzieri e ai modellatori: alcuni degli storici non sono vaccinati: con la sospensione dal lavoro dei no vax l'azienda rischia di dover chiudere, perché da un giorno all'altro quell'attività perde in un sol colpo qualità dei prodotti e quindi clienti e introiti. In secondo luogo a lungo andare il tampone giornaliero è un peso economico insostenibile per le attività, qualora lo offrano esse, o per il lavoratore». 

Schiavo ribadisce che «le imprese non possano pagare lo scotto anche in questo senso degli effetti della pandemia. Lo Stato metta in condizione i lavoratori di fare le proprie scelte, ma anche le imprese di non subire l'ennesimo contraccolpo economico. Si trovino soluzioni condivise, che siano di equilibrio tra l'importanza primaria di garantire la salute del dipendente e dei suoi colleghi e le necessità di una azienda di non subire contrazione di fatturato e di incassi senza avere alcune responsabilità», conclude il presidente di Confesercenti Campania.