MARCIANISE. Da lunedì la multinazionale americana dell’elettronica, Jabil, licenzia 190 dipendenti dello stabilimento di Marcianise. È la stessa azienda a comunicarlo al termine della riunione in videoconferenza con i sindacati; l’ennesimo tavolo che non ha portato ad alcuna novità per i lavoratori che non hanno accettato la ricollocazione in altre aziende o l’esodo incentivato. Negli ultimi giorni circa 30 dipendenti hanno accettato di passare in altre realtà produttive, mentre dall’inizio della vertenza sono stati 160 gli addetti che hanno accettato di andarsene optando per uno dei due strumenti messi a disposizione in alternativa al licenziamento. A giugno del 2019, la Jabil annunciò 350 esuberi su 700 dipendenti a Marcianise; certa di convincere buona parte dei lavoratori ad accettare l’esodo o la ricollocazione. Immediata la replica dei sindacati che hanno proclamato 8 ore di sciopero immediatamente. «La decisione della Jabil - spiega il segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco - è inaccettabile anche perché è stata presa in dispregio delle norme nazionali che sospendono i licenziamenti in questo periodo di pandemia, dando la possibilità a costo zero di rinnovare la cassa integrazione già ottenuta». Sulla stessa linea Mauro Musella, lavoratore e delegato della Uilm, secondo cui «questa scelta aziendale è avventata, sbagliata e danneggia i lavoratori. La Jabil non può non tener conto delle leggi italiane».