AVELLINO. La Campania riparte. La nuova fase dell’emergenza Coronavirus ha messo in luce la voglia di ricominciare di tante aziende campane e tra queste spicca il caso della Cim di Flumeri, in provincia di Avellino.

Azienda metalmeccanica già dotata dei migliori sistemi di sicurezza e rispetto dell’ambiente, ha riaperto i suoi capannoni dopo aver effettuato una profonda sanificazione dello stabilimento, sia della cubatura interna che delle aree esterne, verificata e certificata dalle apposite strutture sanitarie regionali.

Una ripartenza che ci voleva per gli oltre 170 dipendenti dell’azienda leader internazionale delle costruzioni di materiali ferroviari di macro e media carpenteria e di “interiors”. La Cim si è fatta carico dei costi e ha saputo reggere il colpi dell’emergenza, dopo aver osservato la chiusura come da leggi.

Adesso è pronta a ripartire: distanziate tutte le postazioni di lavoro, dotato tutti gli ambienti di appositi “dispenser” con detergenti disinfettanti per i lavoratori e gli ospiti eventuali. Affissi agli ingressi carrai e pedonali evidenti cartellonistiche riportanti tutte le regole da rispettare in questo difficile periodo di transizione e persistente distanziamento sociale.

La Cim ha riaperto l’azienda “accogliendo” tutti i suoi dipendenti attraverso un attento triage effettuato da personale sanitario specializzato che ne ha certificato l’efficienza e la disponibilità alla ripresa delle attività produttive dopo il positivo controllo delle temperature corporee e del risultato favorevole dei “test rapidi”.

Misure sanitarie sostenute per intero a carico dell’azienda pronta a ripartire grazie alla dedizione del responsabile di volontariato Panacea Onlus di Ariano Irpino, il dottor Pasqualino Molinario, e al team di volontari per il supporto “Screening Tests Rapid”.