Omicidio di camorra del 2003 risolto dopo 21 anni: in carcere reggente del clan. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone (Caserta), all'esito di una attività d'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misure cautelari coercitive emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, che ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di un Giacomo Fragnoli, reggente del clan Fragnoli-La Torre, accusato di essere il mandante di un omicidio di camorra.

Il provvedimento scaturisce dagli esiti delle indagini sull'efferato omicidio al bar Roxy di Mondragone avvenuto il 14 agosto 2003. Nel corso del raid fu ammazzato Giuseppe Mancone, affiliato al clan La Torre, freddato con vari colpi d'arma da fuoco. Nel corso dell'agguato rimasero ferite altre due persone. Per tale delitto, è già stato condannato all'ergastolo Salvatore Cefariello, esecutore materiale, killer in prestito dal clan Birra-Iacomino di Ercolano.

Successivamente, le indagini venivano riaperte a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia ercolanesi, che facevano emergere il movente dell'azione criminale che sarebbe maturato nell'ambito delle dinamiche criminali mondragonesi.

Nello specifico, l'omicidio sarebbe stato ordinato da Giacomo Fragnoli, scarcerato lo scorso dicembre e all'epoca dei fatti reggente del clan Fragnoli-La Torre: la vittima si era rifiutata di pagare un cospicuo rateo mensile sull'attività di spaccio di stupefacenti dalla stessa gestita. L'omicidio - hanno ricostruito gli inquirenti - veniva organizzato e pianificato da esponenti del clan di Mondragone, il quale per la materiale esecuzione ottenevano la collaborazione di appartenenti al Clan Birra di Ercolano con il quale vigeva un rapporto di alleanza.