I Carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale e della compagnia di Ariano Irpino (Avellino), nell'ambito di indagini coordinate dalla Procura di Benevento, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip di Benevento nei confronti del responsabile della segreteria e della biblioteca del Centro Europeo di Studi Normanni (Cesn) di Ariano Irpino nonché dipendente della locale cooperativa Artour, che gestisce la fruizione del Museo Diocesano di Ariano Irpino. Le ipotesi di reato contestate riguardano la ricettazione e il riciclaggio di numerosi volumi antichi risultati provento di furto presso la Biblioteca comunale "Pasquale Stanislao Mancini" di Ariano Irpino, che ha sede nello stesso stabile del Cesn.

Le indagini sono state avviate nel febbraio 2018, quando personale della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo del Comando Tpc ha trovato, nella disponibilità di un collezionista di Ariano Irpino, un cospicuo numero di volumi antichi che, da accertamenti presso una Banca dati dedicata in uso al Comando Tpc, sono risultati provento del furto di più di 600 esemplari, scoperto nel marzo del 2015, dall'allora direttore della Biblioteca Mancini. Da qui le investigazioni, anche di natura tecnica, che hanno consentito di ricostruire un'intera filiera di smercio di tali beni librari, consentendo di identificare e denunciare più persone, attuali detentori di tali esemplari, e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del responsabile della Biblioteca del Cesn. Quest'ultimo è stato trovato in possesso di numerosi volumi provenienti da quella Biblioteca, alcuni dei quali ancora con il timbro ad inchiostro dell'ente proprietario. 

Per altri volumi rinvenuti, invece, sono state rilevate abrasioni dei segni distintivi, finalizzate ad ostacolarne l'identificazione. Nel corso di quella perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati anche svariati reperti archeologici, alcuni dei quali provenienti da campagne di scavo condotte negli anni '80 e '90 nel territorio di Ariano Irpino dall'Università di Napoli, e lasciati in deposito nel locale Museo Civico, nonché diversi beni di natura ecclesiastica trafugati dal Museo Diocesano di Ariano Irpino prima del 2018. Tra questi alcuni elementi marmorei costituenti parti di altari smembrati.

Tra i beni ritrovati anche 2 documenti archivistici provenienti dell'Archivio Diocesano, tra questi "l'inventario delle sacre reliquie e dei sacri arredi della chiesa Cattedrale di Ariano Irpino", circostanza che, si legge nell'ordinanza del gip, appare particolarmente significativa poiché l'interessato attraverso la consultazione di tale documento era in grado di individuare gli oggetti e gli arredi sacri di maggior pregio e valore economico, per poi acquisirli illecitamente ed immetterli nel mercato. L'indagato è stato trovato in possesso anche di un'arma da fuoco antica illecitamente detenuta ed alcune armi bianche, di epoca medioevale, provenienti dal Museo della Civiltà Normanna di Ariano Irpino.

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati all'indagato ulteriori beni ritenuti di provenienza illecita sia oggetti d'arte provenienti da patrimonio ecclesiastico, e da esso si ritiene provenga anche la reliquia del Beato Vincenzo Pallotti, ma anche documenti archivistici e numerose pagine di volumi antichi smembrati appartenenti ad epoca compresa tra il XVII ed il XIX secolo, di cui alcune stampate e con iscrizioni riconducibili alla Biblioteca Mancini. Complessivamente, oltre quelli sequestrati oggi, le indagini hanno consentito di recuperare, tra la Campania e la Lombardia, ben 130 volumi antichi, tra cui un lotto proveniente anche dalla Biblioteca del Convento di Sant'Antonio di Afragola.