NAPOLI. Il ritorno in classe in presenza per i bambini da zero a 6 anni non basta, la richiesta della piazza resta la stessa: in aula tutti gli alunni delle scuole che dovrebbero usufruire della didattica a distanza sino al 30 ottobre. I rappresentanti di Priorità alla Scuola e Scuola e Bambini nell’emergenza Covid-19, accompagnati dai bambini, per il secondo giorno consecutivo mandano un segnale al governatore Vincenzo De Luca dinanzi Palazzo Santa Lucia: ritirare la contestata ordinanza numero 79 e affrontare il nodo assembramenti sui mezzi pubblici, considerato il vero motivo dello stop alle lezioni dal vivo perché, resta lo slogan, «la scuola non è un virus».

In via Generale Orsini, di nuovo, anche gli autisti degli scuolabus del Comune di Napoli anche loro penalizzati dal provvedimento, i vari gruppi di genitori che si uniscono alla Rete di Priorità alla Scuola, il sindacato Usb, gli attivisti di Potere al Popolo e i disoccupati del Comitato 7 Novembre. Gli animatori, come sempre fanno, cercano comunque di regalare un momento di normalità ai bambini costretti a restare fuori dalle proprie classi con giochi d’insieme ma il contesto non può definirsi lo stesso. Stefano e Giovanna, marito e moglie avvocati in piazza con le figlie di 8 e 9 anni chiedono «il ritiro del provvedimento perchè lede il diritto allo studio, che viene completamente calpestato dall'ordinanza di De Luca. Si consenta la presenza di mille spettatori allo stadio e il problema sarebbero le scuole che sono controllate? Il lavoro per far rientrare in sicurezza alle nostre figlie alla scuola Piscicelli del Vomero è stato fatto». D’accordo Rosa, un’insegnante di Arte e immagini della scuola media Fiorelli.

«Abbiamo sdoppiato le classi per fare in modo che ci fosse tutta la distanza dovuta tra i ragazzi ai quali viene misurata la temperatura prima di entrare - ricorda -. Sono contraria alla chiusura, la richiesta è di riaprire subito». L’appello di Mariasole Cimmino, una delle educatrici di Priorità alla Scuola che gioca con i ragazzi presenti di fronte Santa Lucia, è a voce alta. «Ridateci la scuola, che è un luogo sicuro. Le negligenze delle istituzioni non le devono pagare i nostri figli». Zidan Shehadeh dell’Unione Studenti di Napoli, riunitasi poi nel pomeriggio ammette: «In alcune scuole mancano gli spazi e questo comunque può portare problemi per prevenire i contagi». Da Potere al Popolo, in presidio in diverse aree per la Campania, Chiara Capretti lancia nuovi strali contro la gestione sanitaria regionale.

«Noi non sottovalutiamo il rischio sanitario ma in 7 mesi non è stato fatto nulla per aumentare i posti di terapia intensiva, per assumere infermieri e medici, per garantire il tracciamento con i tamponi. Questo dimostra che la Campania non è un modello come dice De Luca, ma è un disastro». Ma quello sulla scuola è un tema che si gioca anche con carte bollate. Al ricorso al Tar Campania, che ha ordinato alla Regione di motivare i provvedimenti adottati per la scuola, è confermato si aggiungerà l’esposto-querela che l’avvocato Beniamino Esposito, tra i manifestanti, presenterà nei prossimi giorni.