Sono 23 le misure cautelari eseguite dai Carabinieri del Comando provinciale di Salerno nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia salernitana su un'associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio.  L'associazione era nota ai componenti e agli acquirenti di droga come "I guaglioni di via Irno", dalla provenienza di diversi associati e l'area delle basi operative utilizzate.

A reggere l'associazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato Aniello Pietrofesa, 27 anni, detto "Ciro Sereno", definito "capo promotore" o addirittura "capo dei capi". Il gruppo spacciava eroina, crack e cocaina ed era strutturato con un'organizzazione piramidale. Lo spaccio si svolgeva attraverso un sistema di "drug delivery", con veri e propri "centralinisti" alternati in turni in possesso di utenze telefoniche dedicate, intestate fittiziamente, per ricevere le ordinazioni, disponendo di conseguenza l'appuntamento o anche la consegna a domicilio dello stupefacente. 

I "guaglioni di via Irno" utilizzavano anche sms "promozionali" per stimolare l'acquisto di droga, ovviamente con linguaggio convenzionale: un esempio su tutti, "Tutte e 3 le cose a 15 euro lento veloce per fumare", dove "lento" sta per eroina, "veloce" per cocaina e "per fumare" fa riferimento al crack. Mezzi di comunicazione rapidi per una platea di compratori per la maggior parte compresa fra i 18 ed i 30 anni, un traffico veloce fatto di dosi preparate e pronte al consumo immediato dei più giovani. Il sodalizio vedeva anche una presenza femminile, con 3 arrestate impiegate, al pari degli uomini, in attività di confezionamento, spaccio e occultamento di stupefacente o denaro. L'attività di spaccio è proseguita anche durante l'emergenza Covid.