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Omicidio travestiti da spazzini, svolta sulla mattanza di Barra

Omicidio travestiti da spazzini, svolta sulla mattanza di Barra

Delitto Abrunzo-Gaiola, nuova ordinanza per il ras Riccio e i suoi fedelissimi

NAPOLI. Ciro Abrunzo “’o cinese” era uno degli emergenti del cartello malavitoso AbeteAbbinanteNotturnoAprea, gli scissionisti dagli AmatoPagano nella terza faida di Secondigliano e Scampia, ma abitava a Barra e non era facile organizzare un agguato lontano dal proprio territorio. Così l’allora giovanissimo ras Mario Riccio detto “Mariano”, genero del  boss  Cesare  Pagano,  ebbe  un’ide geniale: i killer si sarebbero travestiti da operai dell’Asia e così non sarebbero stati notati da eventuali sentinelle o guardaspalle dell’obiettivo.

Il 21 giugno 2012 l’omicidio fu compiuto secondo i piani e ci andò di mezzo anche Franco Gaiola detto “’o fachiro”, amico del bersaglio designato ma estraneo alla guerra. I due stavano parlando in corso Sirena quando una raffica di proiettili si abbatté su di loro. A distanza di 10 anni la giustizia, lenta ma inesorabile, ha fatto il suo corso e ieri in quattro hanno ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare per duplice omicidio: Mariano Riccio, oggi 31enne, come mandante; Francesco Paolo Russo detto “Cicciariello”, 32enne; Franco Bottino “Mustafà”, 39enne, e Sabato Palumbo, 68enne, unico libero tra gli indagati. Tutti da  ritenere  innocenti  fino  all’eventuale condanna definitiva. 

A risolvere il caso, con il coordinamento della Dda di Napoli,  sono stati i poliziotti della sezione “C.O.” della Squadra mobile della questura di Napoli (dirigente Alfredo Fabbrocini, vice questore Andrea Olivadese). All’inchiesta hanno contribuito 11 pentiti, alle cui dichiarazioni sono seguiti i riscontri degli investigatori sulla base di accertamenti vecchi e nuovi.   Ciro Abrunzo e Franco Gaiola furono feriti mortalmente con ben 15 colpi d’arma da fuoco, il 21 giugno 2012, a Napoli in corso Sirena.

Travestiti da operai, i due esecutori materiali con il terzo del comando a poca distanza arrivarono in auto da Secondigliano con un finto pulmino dell’Asia. Si focalizzarono soprattutto sul “cinese”, 28enne incensurato ma componente di primo piano del gruppo alleato degli AbeteAbbinante, ma non lasciarono vivo il testimone scomodo: il 58enne di Barra Franco Gaiola, secondo gli investigatori bersaglio dell’agguato costato la vita anche a uno storico ras di Barra. Franco Gaiola e Ciro Abrunzo intorno alle 11 e 30 del 21 giugno 2012 si intrattenevano nei pressi del cortile del palazzo in cui abitava il secondo, sul corso Sirena. Gli assassini giunsero a volto scoperto e con addosso le casacche arancione dell’Asia.

Scesero dal furgoncino e aprirono il fuoco soprattutto contro il 28enne: la polizia lo capì subito dalla circostanza che il corpo del giovane era stato crivellato dai colpi di pistola mentre solo due proiettili avevano centrato mortalmente “’o fachiro”, al torace e a una gamba. Inutilmente il 58enne cercò riparo all’interno dell’edificio mentre l’altro si accasciava sul lato opposto della carreggiata: pur ferito, aveva tentato un’impossibile fuga. Il cadavere fu trovato accanto ad una motocicletta. Poche ore dopo era già chiarissimo il movente del duplice omicidio.

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