NAPOLI. La candidatura del deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli alla presidenza della Regione Campania «è una chiara ed utile alternativa allo stallo» venutosi a creare all’interno della coalizione di centrodestra. Non ha dubbi Arturo Stenio Vuono, presidente dell’Associazione “Azimut” di Napoli, che rilancia il nome del deputato di Fratelli d’Italia e boccia un’eventuale candidatura proveniente dalla società civile. Per questo, spiega, «l’iniziativa di due esponenti partenopei di Fratelli d’Italia, Ciro Manzo coordinatore della quinta municipalità e segretario amministrativo cittadino, e Massimo Vuono presidente del circolo territoriale Arenella Vomero, getta più di un sasso nello stagno. La proposta di candidare il parlamentare Edmondo Cirielli a presidente della Regione potrà apparire di parte, ma così non è».

Il presidente dell’Associazione “Azimut” sottolinea che «si tratta di offrire al centrodestra una chiara ed utile alternativa allo stallo che deriva da un lato dalla non disponibilità di Forza Italia per una soluzione a trazione Lega, e dall’altro dalla posizione di Salvini che ne prende atto, ma chiede discontinuità e nomi nuovi». Per il partito guidato da Giorgia Meloni resta fondamentale l’unità del centrodestra con un programma condiviso che parta da legalità, lavoro, sicurezza e sviluppo per i cittadini campani. 

Insomma, secondo Vuono quelle di Lega e Forza Italia sono due linee «abbastanza rigide che, in mancanza di un accordo, condurrebbero a scelte di candidature cosiddette di “società civile”. Va ricordato - avverte il noto esponente della destra politica collinare - che quest’ultima ipotesi, di certo rispettabile e preferita in molte occasioni elettorali, non è mai stata una formula vincente e non ha dato buona prova di sé». Per questa ragione, il presidente dell’Associazione “Azimut” aggiunge che «concretizzarla per le Regionali, calandola dall’alto, porterebbe ad una rinuncia della coalizione a gestire una partita aperta, a fare a meno di consultazioni della base». Si tratterebbe di un grave errore, mette in guardia Vuono, con il rischio di evidenziare «una sorta di verticismo acuto che genera scarsa partecipazione, dissenso e frammentazione di strategie». Qualcosa che in ogni caso gli elettori faticherebbero a comprendere.

Viceversa, Vuono ricorda che «sulla riva sinistra le posizioni diverse, solo apparentemente distinte e distanti, hanno sempre trovato il compromesso del fronte unito». Una ragione in più perché il centrodestra scelga presto e bene. «Per non trovarsi fuori tempo massimo - conclude il presidente dell’Associazione “Azimut” - la giusta e migliore soluzione è l’ascolto del territorio da organizzare attraverso le modalità più opportune».