Riceviamo dall’avvocato Leopoldo Perone, difensore di Francesco e Salvatore Petrone, e di seguito riportiamo.

«In relazione all’articolo pubblicato il 30 giugno 2020 sul vostro quotidiano, titolato “L’atroce vendetta della cosca: «Assassinare il bimbo del killer»”, rappresento quanto segue. Per quanto il testo riferisca la dichiarazione resa da Carra e il significato della stessa risulti fumoso e ambiguo, va rilevato che, dal contesto dell’articolo e dalla relativa titolazione, viene attribuita ai Petrone la programmazione di un gravissimo fatto in danno di un bambino di sei anni; tale dato impone la netta smentita delle circostanze descritte, le quali integrano un danno alla reputazione e onorabilità dei signori Petrone; la dichiarazione di Carra risulta sprovvista di riscontro investigativo idoneo a supportare la ricostruzione dei fatti così come riportata, dovendosi ovviamente valutare nelle sedi opportune la relativa attendibilità e affidabilità dimostrativa; allo stato la vicenda cautelare di Francesco e Salvatore Petrone attiene a incolpazioni relative al traffico dii stupefacenti e ancora sottoposte al vaglio giurisdizionale».