In questi ultimi giorni sono diversi i casi di ragazzi italiani che, tornati dalle vacanze ad Ibiza, sono risultati positivi. Numeri preoccupanti che hanno fatto scattare l'allarme. "Ibiza non è preparata a gestire l'emergenza, la situazione non è affatto chiara. In molti sono rientrati nelle loro città, soprattutto a Roma, positivi al Covid-19 al primo test". Così all'Adnkronos l'imprenditore romano Andrea Pelino, che vive a Ibiza da molti anni ed è uno dei proprietari del locale tra i più famosi dell'isola e del mondo: il Dc10.

"Qua nelle ultime settimane - racconta - ci sono 20 positivi al giorno, numeri impressionanti rapportati alla popolazione. E' evidente che l'isola non è attrezzata per affrontare questo tipo di situazione. A partire dai test, se ne possono fare al massimo 200 ogni giorno. Avere numeri chiari e certi risulta un’impresa quasi impossibile. A livello privato, poi, per un turista, un test costa dai 300 a i 500 euro. E' tutto molto complicato".

Pelino, ideatore del festival 'Circoloco' divenuto ormai una leggenda tra i giovani e non solo, è convinto di aver fatto la scelta giusta a rimanere chiuso. "Certamente, non si poteva fare altrimenti. A Ibiza, fortunatamente, tutte le discoteche sono chiuse. Una scelta sofferta certamente, ma ottima, perché con i locali aperti e questa emergenza, la situazione sarebbe stata ingestibile".

Tra pochi giorni sarà Ferragosto e diventa davvero difficile immaginarsi Ibiza 'chiusa'. "Per Ferragosto - prosegue - non aprirà nulla. Si è deciso sin dall'inizio di rimanere con la serranda abbassata e continueremo così. Una decisione unanime presa dalle associazioni di Ocio (associazione che gestisce tutte le discoteche di Ibiza ndr), che si è rivelata saggia e vincente".

Pelino, in questo momento, non pensa alle perdite. "Un danno a livello economico importante - ammette - per tutto il settore. Siamo chiusi praticamente da Capodanno, quando abbiamo organizzato l’ultima serata. Ma ora contano solo salute e sicurezza. Essendo professionisti comprendiamo la situazione attuale e, ragionando, bisogna soltanto limitare i danni. Siamo in attesa di ripartire in sicurezza. Abbiamo la forza di attendere il momento giusto e aspettiamo di ritornare come eravamo prima, senza limiti, restrizioni e misure di sicurezza, che all’interno del mio locale, il Dc10, sono praticamente impossibili da rispettare".

"Dobbiamo essere ottimisti - conclude - . Sono 21 anni che lavoriamo, 21 anni che le cose vanno alla grande. Abbiamo organizzato feste in tutto il mondo e sappiamo temporeggiare. Il contorno che cerca di far cassa a tutti i costi, per forza, non ci interessa. Perché chi ha fretta ora e magari provoca altri danni, non si presenta certo nel migliore dei modi e dimostra di essere un irresponsabile".