NAPOLI. Infermiere aggredito per aver invitato il figlio di una paziente a non filmare con il cellulare le operazioni di soccorso che le stavano prestando all'ospedale Cardarelli. L'ennesima aggressione, la 27esima dall'inizio dell'anno, è stata segnalata dall'associazione “Nessuno tocchi Ippocrate".

Il pronto soccorso del Cardarelli, per emergenza Covid, è stata riorganizzato, ovvero, i pazienti prima di entrare fanno il test Covid ematico e dopo l’esito entrano in triage. Tutti gli accompagnatori attendono fuori le porte del Pronto soccorso con adeguato distanziamento sociale.

«Un accompagnatore, al di fuori delle porte, incomincia a filmare con il telefonino il personale del pronto soccorso con l’intenzione di documentare ritardi inesistenti nella assistenza alla propria madre. - è il racconto dell'associazione - Per legge è severamente vietato filmare all’interno dei locali del pronto soccorso ed è maggiormente vietato filmare personale sanitario nell’esercizio delle sue funzioni». «Un infermiere fa presente alla persona, educatamente, il divieto di riprese, ma l’ignoranza e la violenza prendono il sopravvento. Il professionista stesso subisce un’aggressione fisica e verbale».

«L’aggressore resosi conto del terribile gesto prova a scusarsi con il professionista, ma giustamente le scuse non vengono accettate» concludono.