NAPOLI. Un carosello di motociclette, con alcuni centauri che giravano armati, in pieno centro di Ponticelli. Così qualche notte fa è tornato l’allarme nel quartiere delle bombe e degli agguati, da un anno esatto nella morsa della criminalità organizzata. La testimonianza è di un residente, ma per fortuna non c’è stato seguito alla scorribanda e non si sono registrate altre sparatorie.

L’ultima, il 6 ottobre scorso, ha lasciato a terra Carmine D’Onofrio, figlio naturale di Giuseppe De Luca Bossa, vittima della faida con i De MiccoDe Martino: i famigerati “Bodo” e “XX” che si ribellarono alla divisione della cassa comune con gli altri clan e attaccarono a ottobre 2020 con il ferimento di Rodolfo Cardone. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, ma la tregua ancora non si vede all’orizzonte.

Come dimostra l’ordigno piazzato nel cortile del palazzo in cui abita Marco De Micco, appena una settimana prima dell’omicidio. Ponticelli è una polveriera a causa della guerra tra i De Luca Bossa-Minichini-Casella e i De Micco-De Martino. Ma lo potrebbe diventare ancora di più se si pensa alle possibili scarcerazioni, per ora soltanto all’orizzonte, di due personaggi importanti nello scacchiere malavitoso del quartiere: Christian Marfella, fratellastro del boss Antonio De Luca Bossa detto “Tonino ’o sicc”, e Salvatore De Micco, uno dei tre fratelli ras dei “Bodo”.

Proprio il ritorno in libertà di uno di loro, Marco, ha movimentato prima dell’estate ancora di più la situazione negli ambienti di malavita del quartiere. Tant’è vero sotto la sua abitazione la scorsa settimana i nemici hanno fatto esplodere una bomba carta che ha ferito, per fortuna lievemente, un bambino con la madre. Poi l’omicidio di Carmine D’Onofrio ha reso la zona “bollente” come conferma anche l’esplosione di fuochi d’artificio che gli investigatori più esperti hanno messo in relazione all’assoluzione dall’accusa di omicidio del maggiore dei germani De Micco.

La guerra, che inizialmente era limitata ai De Martino e ai Casella, è iniziata a ottobre 2020 con il tentato omicidio di Rodolfo Cardone, un giovane vicino ai De Martino ma senza essere organico agli “XX”. Ma gradualmente si è allargata e ora il fronte principale riguarda i De Luca Bossa e i De Micco, fermo restando il possibile coinvolgimento dei rispettivi alleati dei quartieri confinanti: da un lato i Rinaldi di San Giovanni Teduccio e gli Aprea di Barra; dall’altro i Mazzarella di San Giovanni.

Per adesso però, sicari esterni a Ponticelli non sarebbero entrati in azione. Altrimenti i morti ammazzati sarebbero stati di più.