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Dalla serie “Gomorra” all’arresto: “Danielino” catturato per spaccio

Dalla serie “Gomorra” all’arresto: “Danielino” catturato per spaccio

NAPOLI. Anche stavolta niente “perdono” per “Danielino”. Vicnenzo Sacchettino, ex babyattore prodigio della prima serie di “Gomorra”, si è ritrovato con le manette strette ai polsi dopo essere stato “pizzicato” dalla polizia a trafficare stecchette di hashish e marijuana in una delle basi di spaccio del lotto Sc3 di Scampia, storica roccaforte del clan Abbinante. Quello del 21enne è un volto stranoto al pubblico televisivo. Nel 2014, infatti, il suo “omicidio” a bruciapelo da parte del “ras” don Salvatore Conte spezzò il cuore a milioni di spettatori.  Tornando alla cronaca nera reale, l’arresto di “Danielino” risale alla prima serata di martedì ed è stato compiuto nel corso di un’operazione antidroga dai poliziotti della Squadra giudiziaria del commissariato Scampia, guidato dal dirigente Bruno Mandato. Gli agenti hanno dunque arrestato Vincenzo Sacchettino, 21enne di Scampia, per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I poliziotti, a seguito di un’accurata attività investigativa messa a segno in via Fava, all’altezza del lotto Sc3, alle 19,30 circa hanno fermato il giovane proprio mentre era intento in uno scambio droga-soldi. L’attività di spaccio, stando a quanto accertato dagli investigatori, avveniva utilizzando un’autovettura parcheggiata nei pressi come base d’appoggio in cui custodire la droga da cedere all’acquirente di turno. Di seguito al controllo effettuato, Sacchettino veniva trovato in possesso della somma di 95 euro ben nascosti negli slip mentre, all’interno della macchina i poliziotti scoprivano e sequestrano 23 bustine di marjiuana e 22 stecche di hashish: droga, evidentemente, nella disponibilità del giovane pusher. Il 21enne è stato arrestato e accompagnato nelle camere d’attesa della Questura dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa di essere giudicato, su richiesta del pubblico ministero di turno, con il rito direttissimo. A distanza di cinque anni quello di Sacchettino è ancora oggi uno dei volti più noti e ricordati della prima serie di “Gomorra”. “Danielino” venne infatti ucciso dal narcotrafficante “Salvatore Conte” all’alba della faida con il clan capeggiato dai Savastano-Di Marzio. Un fedelissimo di “Conte”, “Tonino Russo”, venne infatti uc ciso a Napoli mentre il ras si trovava in Spagna. Certo che fossero stati i Savastano, “Conte” parte per l’Italia per punire l’affronto. Durante il viaggio nota che il suo autista Massimo è molto agitato e che cerca insistentemente informazioni sul giovane fratello. Quella notte, fermatisi in hotel, Massimo cerca di uccidere Conte che però lo immobilizza. Si scopre allora che è stato il fratello di Massimo, “Danielino”, a uccidere “Russo”, costretto da Ciro, il quale gli nasconde la vera identità della vittima. Conte sembra credergli e gli ordina di andare dal fratello, volendo più informazioni. Raggiunto “Danielino”, “Conte” si fa dire chi gli ha ordinato l’omicidio, scoprendo così con sorpresa che il mandante era stato Ciro e non Genny. Ottenute le informazioni, Conte abbraccia il ragazzino concedendogli perdono. A sorpresa, però, estrae una pistola e lo ammazza a bruciapelo.

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