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23 Aprile 2021 - 07:00
Miano, agguato da “Rosetta” in via Vittorio Veneto, a settembre sfuggì a un agguato. Un colpo alla testa e uno al torace. Era vicino a Pasquale Angellotti, detto “Linuccio ’o cecato”
NAPOLI. Ci avevano provato a settembre scorso, fallendo clamorosamente. Ci hanno riprovato ieri in prima serata e questa volta l’agguato a Salvatore Milano detto “Totore ’o Milan”, 60 anni compiuti il mese scorso, è andato a segno.
Due colpi di pistola calibro 9 l’hanno centrato da distanza ravvicinata alla testa e al torace, provocandogli morte istantanea.
Era uno storico affiliato ai Lo Russo, attualmente vicino a un altro personaggio che a Secondigliano tutti conoscono: Pasquale Angellotti detto “Linuccio ’o cecato”, che secondo gli investigatori avrebbe cercato di riorganizzare il clan dei “Capitoni” contemporaneamente ai colpi giudiziari subiti dai Balzano e dai Cifrone a “Miano di sopra” e “Abbasc Miano”.
Per cui la pista più battuta al momento condurrebbe a una ripresa della guerra in zona per il controllo degli affari illeciti, ma non si esclude l’ipotesi di un vecchio regolamento di conti che è stato saldato.
Salvatore Milano, che abitava in via Piovani a Scampia, alle 18 e 30 di ieri si trovava nel bar “Rosetta” in via Vittorio Veneto, a Miano, e stava pagando un caffè da asporto quando sono sopraggiunti i sicari: uno si è avvicinato al 60enne mentre l’altro gli copriva le spalle sull’uscio. Nel locale c’erano poche persone in quel momento, che si sono gettate a terra mentre venivano esplosi 4 colpi d’arma da fuoco. Inutilmente la vittima ha cercato disperatamente di spostarsi per schivarli: il proiettile all’istante lo ha ucciso all’istante e si è accasciato in un lago di sangue. A terra sono stati trovati e sequestrati dai militari del Reparto investigazioni scientifiche 2 bossoli.
È scattato l’allarme e sul posto sono accorsi i carabinieri e la polizia, con i primi incaricati delle indagini con il coordinamento della procura antimafia.
Salvatore Milano aveva il cellulare, che è stato preso in consegna dagli investigatori per verificare se avesse appuntamento con qualcuno o si trovasse insieme con una persona fuggita prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
A settembre aveva subito un tentativo di rapina di notte a Giugliano, ma probabilmente si trattava di un agguato mascherato. Poi si era visto regolarmente in giro, apparentemente tranquillo e senza usare particolari precauzioni quando usciva. Negli ambienti della criminalità organizzata, come spieghiamo meglio nell’articolo in basso, era considerato più un mediatore che un uomo di azioni violente.
Erano intorno alle 2, il 18 settembre dell’anno scorso, e Salvatore Milano viaggiava da solo su un’autovettura sull’asse mediano, nel territorio di Giugliano, quando in 2 su uno scooter lo intercettarono intimandogli di fermarsi. Lui non ubbidì proseguendo la marcia e il malvivente sul sellino posteriore gli sparò centrandolo alla spalla sinistra, a non molta distanza dal cuore. Dolorante e sanguinante, “Totore ‘o Milan” continuò la marcia e poco dopo giunse all’ospedale di Pozzuoli, dove i medici constarono che la ferita non era grave.
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