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Il clan Contini punta al food, indagine pronta ad allargarsi

Il clan Contini punta al food, indagine pronta ad allargarsi

Fari puntati sull’imprenditore Di Caprio, c’è una denuncia del re delle slot

NAPOLI. Non solo food, ma anche droga e gioco d’azzardo. A partire dai primi anni Duemila il raggio d’azione del business criminale dell’imprenditore in odore di camorra Massimiliano Di Caprio, alias “’a capretta”, avrebbe subito una fortissima accelerazione. Il suo nome è salito alla ribalta della cronaca pochi giorni fa, quando insieme ad altre quattro persone, tra cui l’ex moglie Deborah Capasso e il ras dei Contini Vincenzo Capozzoli “’a miseria”, è finito in manette con l’accusa di aver reimpiegato i capitali illeciti della cosca dell’Arenaccia. Il cerchio delle indagini non è però ancora chiuso e gli inquirenti stanno lavorando a ritroso per cercare si ricostruire ogni tassello della scalata imprenditoriale del titolare della pizzeria “Dal Presidente”. Intorno alla metà degli anni Duemila Di Caprio si sarebbe dato parecchio da fare con lo smercio di stupefacenti, attività di cui hanno parlato numerosi collaboratori di giustizia, tra cui l’ex boss della Sanità Giuseppe Misso, l’ex capoultras Gennaro De Tommaso “’a carogna” e l’ex uomo dei Contini Pasquale Orefice. È però da un’annotazione della Squadra mobile che emerge un interessante retroscena, gli interessi di Di Caprio sul gioco d’azzardo, altra attività che da sempre fa gola alle cosche napoletane. Ecco dunque quanto messo a verbale dagli investigatori dell’ufficio di via Medina: «Le attività raccolgono le dichiarazioni del noto procacciatore nel settore dei videogiochi Vincenzo Vaccaro, che nell’ambito della denuncia alla Squadra mobile ha riferito di “Massimo ’a capretta”, indicandolo come operatore del settore del noleggio di videoslot che “gli aveva vietato di installare o noleggiare videoslot nel centro storico di Napoli, poiché tale attività nella zona era di sua esclusiva competenza, così come stabilito dalla malavita locale”, in particolare da una persona conosciuta come “’o chicc” (Manuel Brunetti), pregiudicato del clan Contini arrestato in Spagna nell’estate del 2013». Le investigazioni di finanza e polizia non si sono però fermate qui. Sotto la lente di ingrandimento sono infatti finiti anche i rapporti di parentela acquisita che Di Caprio ha instaurato con i ras Vincenzo Capozzoli e Antonio Cristiano, entrambi ritenuti dagli inquirenti antimafia elementi di spicco del clan Contini. Di Caprio aveva inoltre messo le mani sull’agenzia di viaggi di via Duomo “I viaggi di Maria”. A far capire agli investigatori della guardia finanza che il gestore di fatto era “Massimo a’ capretta”, cognato di Vincenzo Capozzoli detto “Enzuccio ’a miseria”, è stata in particolare una conversazione tra Deborah Capasso e la commercialista Giulia Nappo. La prima, moglie separata non formalmente da Di Caprio, parlava con la professionista della nuova compagna del marito e dell’agenzia di viaggi: «Massimiliano gli ha aperto un’agenzia di viaggi... in via Duomo... è una catena e sta in tanti posti... su Instagram ci sono le foto di tutt’e due... la compagna ha i capelli ricci». Da lì al sequestro delle società sospette il passo è stato breve.

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