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Tegola sul killer dei Mazzarella: il Riesame lascia in carcere Amodio

Innocente ucciso nel 2000 a San Giovanni: le accuse dei nuovi pentiti reggono

Tegola sul killer dei Mazzarella: il Riesame lascia in carcere Amodio

Vendetta trasversale a Napoli Est, l’inchiesta sull’omicidio dell’innocente Antonio Maione arriva al primo giro di boa giudiziario. Il tribunale del Riesame, dando pieno seguito alle ipotesi accusatorie formulate della Procura antimafia, ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere da cui a fine gennaio era stato colpito il presunto killer Clemente Amodio, ritenuto responsabile del delitto insieme al ras Roberto Mazzarella. Il sangue da terra «doveva essere lavato» e per questo motivo sarebbero stati pronti a tutto. Anche a uccidere un innocente, la cui unica “colpa” era quella di essere il fratello di un sicario, Ivan Maione, autore reo confesso dell’assassinio di Salvatore Mazzarella. La vendetta del clan di San Giovanni a Teduccio fu implacabile e il 15 dicembre 2000 a perdere la vita fu Antonio Maione, trucidato con quattro colpi di pistola mentre si trovava in una salumeria del corso principale del quartiere. Dopo ventiquattro anni di indagini, le indagini sul delitto sono arrivate a un punto di svolta a fine gennaio scorso. In manette, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono finiti Roberto Mazzarella, 47 anni, e Clemente Amodio, 45 anni. Il primo è accusato di essere stato mandante ed esecutore, il secondo esecutore del dell’agguato. Lo sprint decisivo è arrivato in tempi recenti con tre pentimenti eccellenti che hanno fatto luce sull’ennesimo capitolo dell’eterna faida tra i clan Rinaldi e Mazzarella. Tommaso Schisa, esponente del primo gruppo, il 12 dicembre 2023 ha rivelato: «Antonio Maione era il fratello di Vincenza Maione, cugina di mia madre Luisa De Stefano... La fonte delle conoscenze che ho sull’omicidio è prevalentemente mia madre... in famiglia almeno dal 2016 si parlava continuamente di eliminare un parente di Clemente Amodio... in quanto aveva partecipato al l’omicidio di mio cugino Antonio Maione». E ancora: «Mia madre mi ha riferito che sono arrivati nella salumeria a bordo di un Gilera Runner 180 Clemente Amodio e Roberto Mazzarella. Quest’ultimo, oltre a essere il mandante dell’omicidio, avrebbe anche materialmente partecipato all’agguato. Portava il motorino. Amodio ha sparato». Luisa De Stefano, il 17 settembre 2024, nel processo che la vede imputata per l’omicidio di Francesco Esposito ha rivelato: «Ho saputo dei responsabili da mia zia Maria Rosaria Piscopo, madre di Antonio Maione, che a sua volta lo ha appreso dai vertici del clan Sarno all’epoca in pace con il clan Mazzarella... mi ha riferito che Clemente Amodio ha agito d’accordo, anzi su ordine di Roberto Mazzarella». La “pazzignana” ha affermato che al trigesimo della morte di suo cugino Antonio «la madre fece una scenata fuori la chiesa rivolgendosi ai vertici del clan Sarno presenti e che dopo la cerimonia Tonino Bevilacqua, cognato di Luciano Sarno, le disse che a uccidere Antonio era stato Clemente Amodio su ordine di Roberto Mazzarella per vendicare la morte del padre di quest’ultimo».

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